Skibox lo street food ad alta quota

di danielac., pubblicato il dicembre 28, 2016
Skibox lo street food ad alta quota
Sono giorni di festa e i più fortunati, quelli di noi che non devono per forza rientrare in ufficio, possono permettersi qualche giorno di vacanza a casa con familiari ed amici o sulla neve, rilassandosi sciando e mangiando cose tante buone. Ed è proprio dal connubio tra sci e cibo che il rifugio Cantuccio di Courmayeur torna a nuova vita; è stato infatti inaugurato lo Skibox Courmayeur.

Ispirato ai mercati metropolitani mondiali di street food, Skibox rappresenta un nuovo concept di rifugio in alta quota, dove produttori e chef emergenti italiani si alterneranno per offrire "snow food" di qualità, a 2000 metri d'altitudine. 



Dal fish&chips a base di baccalà e polenta fritta all'hamburger gourmet dell'apecar, passando per il veglie kebab, l'hot dog rivisitato, la pasta e la pizza appena sfornata l'offerta si rivolge a freerider, atleti, scuole di sci, famiglie e palati curiosi, offrendo la possibilità anche a vegani, vegetariani e celiaci di mangiare bene, in quota, ammirando il più suggestivo belvedere del Col Checrouit in Courmayeur.



Gli ideatori sono Gianluca Perrelli (fondatore di Kiver, Sounday, Vitaminic) e Andrea Carletti (streetfoodmobile) che insieme hanno accettato la sfida e vinto il bando di gara promosso da Courmayeur Mont Blanc Funivie per rimettere in funzione il punto di ristoro e farne così il ritrovo dei buongustai d’alta quota.

L'idea di Gianluca e Andrea è quella di provare a coniugare lo street food con lo snow food; un’evoluzione del cibo da strada: non più ambulanti per le vie in un posto fisso e attivo in un determinato periodo di tempo. Trattandosi di street food non potevano mancare le apecar, 3 in tutto, alternate a box attrezzati per un servizio di cibi e bevande di ogni tipo, in uno spazio di circa 380mq arredato in stile anni ’80. Il vero problema sarà infilarsi nuovamente gli sci ai piedi e riprendere a sciare dopo aver assaggiato tutte queste leccornie.




Buzzoole

Xmas gift guide #4: regali gastronomici e solidali

di danielac., pubblicato il dicembre 23, 2016
Xmas gift guide #4: regali gastronomici e solidali
Non so voi ma io amo regalare dei prodotti gastronomici a Natale; sarà per deformazione professionale ma da qualche anno a questa parte per gli amici preparo sempre confetture, biscotti, cantucci, baci di dama e madeleines fatte in casa.

Per i parenti più stretti invece, un cesto con i prodotti ricercati della nostra tradizione e qualche goloso peccato di gola non manca mai e a mia volta adoro ricevere prelibatezze da gustare nei giorni di festa e spesso anche nei giorni successivi (così il Natale dura un po' di più).

La cosa positiva di un cesto natalizio gastronomico è che con questo tipo di regolo non si sbaglia mai e non si rischia di regalare "un doppione" o meglio, dubito che ricevere due pacchi di polenta sia una cosa negativa, non trovate? L'aspetto positivo ancora più importante di un cesto natalizio eno-gastronomico è che spesso può essere riempito con prodotti equo e solidali o acquistati a sostegno di qualche associazione no-profit.

Io mi diverto tantissimo a comporre i cesti natalizi gastronomici personalmente e a riempirli con prodotti particolari, solidali e che trovo durante i miei viaggi; per questo motivo spesso comincio mesi prima a pianificare i regali di Natale; proprio come è successo quest'anno quando il 16 agosto in visita alle Cantine Florio a Marsala abbiamo ordinato 3 casse di questo particolare vino per parenti e amici. Non ci credete, chiedete a loro?
Altromercato propone la sua celebre miscela BioCaffè 100% arabica di alta qualità, per Natale questa speciale miscela è racchiusa in quattro lattine da collezione decorate da giovani artisti italiani e ancora il Panettone Riciclando, il classico panettone con gocce di cioccolato e uvetta, ricoperto con una speciale glassa di anacardi è racchiuso in un originale sacchetto in tessuto. Realizzati da una cooperativa sociale creativa, QUID, recuperando stoffe nuove non utilizzate, i sacchetti sono unici, uno diverso dall’altro e fanno parte della nuova linea di upcycling Riciclando di Altromercato. E infine la “My Bakery Bag”, il cofanetto indispensabile per creare ottimi dolci fatti in casa, che racchiude ingredienti di qualità, tutti biologici, in più due ricette inserite ai lati del cofanetto e comodamente ritagliabili.


Cova propone la Linea Duomo, una collezione esclusiva di panettoni e pandoro che celebra il sodalizio tra lo storico marchio di pasticceria meneghina e la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.  Le 8 ricette sono legate alla raccolta fondi "Adotta una Guglia".


Per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto c'è il portale dajemarche.it dove è possibile comprare i prodotti del territorio e aiutare le aziende in difficoltà a rialzarsi  e ricomiciare a produrre dopo il terribile sisma; un'iniziativa lodevole da continuare a sostenere anche durante il resto dell'anno.


Questa iniziativa non è gastronomica ma merita di essere segnalata perchè in un certo senso centra con il cibo e la salvaguardia del nostro pianeta; si chiama Treedom ed è una piattaforma web che permette a persone e aziende di finanziare la piantumazione di alberi a livello globale. Per il Natale 2016 è on-line la campagna “We make it real”, un servizio che permetterà agli utenti di regalare a parenti e amici 4 alberi Limited Edition, per rendere il periodo natalizio ancora più magico e stimolante. Treedom, infatti, per festeggiare al meglio il Bianco Natale, ha affiancato alla consueta offerta di alberi piantabili in Italia, Africa e America Latina, 4 nuove varianti natalizie: Avocado, Guava, Mango e Markhamia.

Queste che vi ho proposto oggi sono solo alcune delle mille iniziative solidali a cui potete aderire ma sono sicura che anche nella vostra città c'è una Onlus che vi aspetta con i suoi panettoni, i cioccolatini o i calendari per il 2017 basta cercarla e se proprio non la trovare beh, di associazioni che hanno bisogno del nostro aiuto è pieno il web; scegliamone tutti una e doniamo quello che possiamo perchè in fondo il vero significato del Natale è donare, incondizionatamente, per mettere in circolo più amore possibile...fidatevi che questo, prima o poi, tornerà al mittente.

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DISCLAIMER: Questo non è un post sponsorizzato. Tutte le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza, tutti gli oggetti scelti per questo articolo sono stati selezionati da me.



Albero di stelle di pasta frolla

di danielac., pubblicato il dicembre 19, 2016
Albero di stelle di pasta frolla
A Natale oltre ad essere tutti più buoni siamo tutti più creativi. A me succede sempre così, mi metto all'opera fin dalla mattina presto per sfornate biscotti dalle forme più diverse e dai sapori tipicamente nordici e a impastare ravioli che poi taglierò a forma di stella, cuore o albero di natale. Il Natale mi fa questo effetto, mi fa vedere tutto più bello!

Ieri, ultimo fine settimana prima di Natale, mi sono incontrata con le "amiche storiche" per un tè e lo scambio dei regali; un pomeriggio di chiacchiere, pacchetti, rossetto rosso e biscotti che ho voluto preparare rigorosamente a forma di stella ma li ho assemblati come fossero un albero di Natale. Effetto wow assicurato, missione compiuta!


Ingredienti

240g di farina 00
60g di farina di mandorle
125g di burro
125g di zucchero
1 uovo intero
1 tuorlo
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale

Per la glassa

zucchero a vero
succo di limone
palline di zucchero argentate commestibili

Lavorare velocemente (meglio se con una planetaria) le farine, il lievito, il sale e il burro freddo a pezzetti. Unire l'uovo, il tuorlo e lo zucchero e amalgamare rapidamente. Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola trasparente e mettere a riposare per almeno 2 ore in frigorifero.

Adesso viene il bello! Se avete modi di andare da un casalinghi e comprare le forme per le stelle bene, altrimenti dovete fare come me e disegnare a mano almeno 8 stelle di misura decrescente. Io la prima l'ho trovata su internet, l'ho stampata su un foglio A4 e le altre le ho disegnate con l'aiuto di un righello rimpicciolendole di almeno 1.5 cm. 


Passate due ore stendere la pasta frolla di circa 1 cm di spessore e sagomare le stelle e infornare a 180° per 15 minuti circa; ovviamente fare attenzione ai tempi di cottura le stelle più piccole cuoceranno più velocemente. Lasciare raffreddare completamente.

Preparare la glassa con lo zucchero a velo e il succo di limone, andate a occhio mettendo qualche goccia del succo per volta finchè non arriverete ad un composto denso. Mettere in una sac a poche.

A questo punto non vi resta che assemblare il vostro alberello partendo dalla stella più grande che fisserete al fondo del piatto con della glassa oppure del cioccolato bianco sciolto a bagnomaria. Procedete sovrapponendo i biscotti in ordine decrescente e alternando la direzione delle punte delle stelle. Ricordatevi anche qui di fissare una stella di frolla all'altra con della glassa o del cioccolato bianco.


Io per facilitarmi il lavoro ho glassato le punte delle stelle che rimanevano visibili già durante l'assemblaggio ma voi potete fare come meglio credete. Mettete una pallina di zucchero argentata su ogni punta e terminare con una bella decorazione scintillante.

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Stelle ripiene con salmone stracchino e noci

di danielac., pubblicato il dicembre 12, 2016
Stelle ripiene con salmone stracchino e noci
Se il colore simbolo del Natale è il rosso, la forma che lo contraddistingue è senza dubbio la stella e oggi nella mia cucina ne sono piovute di grandi e buonissime.


Mancano solo due settimana al pranzo del 25 dicembre, saremo in sette per poi moltiplicare il giorno successivo (non è un scherzo, ci moltiplicheremo letteralmente come i Gremlins) e io non vedo l'ora; da qualche giorno ormai sto pensando a cosa cucinare e oggi ho voluto sperimentare dei ravioli a forma di stella con all'interno del salmone affumicato, noci e uno stracchino che mi è stato regalato, insieme ad una golosissima selezione di formaggi, dalla famiglia Carozzi.


Ingredienti per 2 persone

per la pasta
200g di farina di grano tenero
2 uova grandi
2 cucchiai d'acqua (se servono)
sale 

per il ripieno
100g di salmone affumicato
50g di stracchino Carozzi
5/6 gherigli di noci
pepe

per condire
burro e salvia oppure una crema di stracchino e noci

Per l'impasto dei ravioli lavorare la farina con le uova, il sale e l'acqua se necessario poi riporre l'impasto nella pellicola alimentare a lasciare riposare per almeno mezzora. Preparare il ripieno tagliando grossolanamente il salmone e unendo lo stracchino, le noci tritate grossolanamente al coltello e una macinata di pepe.

Stendere la pasta abbastanza sottile, io uso la macchina per tirare la pasta posizionata sul numero 3 e stenderla su un piano di lavoro infarinato. A questo punto procedere con la realizzazione dei ravioli mettendo al centro delle strisce di pasta una piccola pallina di impasto, bagnare con dell'acqua tutto intorno e coprire con un'altra striscia di impasto; pressare bene in modo da fare uscire l'aria e con una formina per biscotti a forma di stella coppare i ravioli.


Assicurarsi che i bordi siano ben schiacciati così da evirare la fuoriuscita dell'impasto in cottura. Cuocere in abbondante acqua salata per 4 minuti, scolare e condire con semplice burro e salvia e se volete una spolverata di noci tritate.

In alternativa è possibile preparare una crema di stracchino e noci con cui condire i ravioli mettendo lo stracchino in una casseruola con una tazzina da caffè di latte e sciogliere a fuoco lento per qualche minuto finchè non sarà tutto ben amalgamato, tuffare i ravioli nella crema e servire con una spolverata di noci.

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DISCLAIMER: Questo non è un post sponsorizzato, la decisione di utilizzare determinati ingredienti è personale.




Amaro Lucano, una storia di famiglia

di danielac., pubblicato il dicembre 05, 2016
Amaro Lucano, una storia di famiglia
Nel post di oggi dedicato a #laricettadellunedì non vi parlerò di cibo in senso stretto; niente bucatini, paste al forno, dolci, torte o aperitivi sfiziosi; oggi vi porto alla scoperta di un'altro tipo di ricetta, quella che ha contribuito a rendere un marchio italiano il più amato nel Mondo.

Sto parlando di Amaro Lucano un brand simbolo di Made in Italy da oltre 120 anni. La celebre frase "Cosa vuoi di più dalla vita?", fa ormai parte dell'immaginario collettivo e del linguaggio quotidiano di milioni di italiani che sanno già la risposta a questa domanda: un Lucano!

Ma nemmeno il più fortunato claim televisivo può funzionare per così tanto tempo se non si riferisce a un prodotto eccezionale, che ha dentro di sé il fascino e il sapore di una storia. La storia di una famiglia lucana, che partita da un liquore, nato dalla più profonda tradizione locale, è diventata una delle più importanti aziende nazionali nella produzione e commercializzazione di spirits. Un brand riconosciuto in tutto il  mondo e che ha mantenuto il suo“spirito”, basato sul rispetto della passione di famiglia e della terra in cui è nato. I Lucani sanno cosa vogliono di più dalla vita!

L’Amaro Lucano è il prodotto più conosciuto, ma non certo l’unico del Gruppo, con sede a Pisticci (Matera) fin dalla nascita nel 1894. Oggi il Gruppo Lucano produce circa 4 milioni di bottiglie all’anno e conta circa 50 dipendenti tra la sede operativa di Pisticci Scalo, dove si trovano i reparti produttivi, e gli uffici di Milano. Oltre alla produzione del famoso Amaro, l’azienda ha nel proprio catalogo altre 15 etichette di liquoristica italiana tra cui Limoncetta di Sorrento, Limoncetta Crema, Sambuca, Limoncello, Caffè, Mirto, Nocino e Liquirizia.
L'Amaro Lucano

Prodotto di punta del Gruppo è il celebre Amaro Lucano. E’ caratterizzato da un particolare bouquet aromatico, dove spiccano le note agrumate, con un perfetto bilanciamento tra dolce e amaro. Grazie al sapore unico ed equilibrato e alla sua spiccata versatilità, si pone non solo come tradizionale fine pasto, ma è ottimo anche per essere utilizzato in  miscelazione, come base per la costruzione di drink originali. 

In occasione del 120° anniversario di Lucano, nel 2014, è stata recuperata, da un antico manoscritto del fondatore, una ricetta che prevede una base botanica simile all’Amaro Lucano classico, ma con una maggiore gradazione alcolica. Il nuovo prodotto si chiama Amaro Lucano Anniversario ed esalta maggiormente le note erbacee amaricanti degli assenzi, del cardo santo e della genziana che lo rendono il perfetto ingrediente da utilizzare come base per i cocktail.

Grazie alla versatilità e all’equilibrio dei sapori, Amaro Lucano e Amaro Lucano Anniversario risultano molto apprezzati dai bartender. Una vera mix culture che, in occasione dell’anniversario dei 120 anni di Lucano, ha visto sfidarsi, a colpi di “ricette” originali, veri big mondiali del bartending. I loro cocktail, creati appositamente per Amaro Lucano Anniversario, sono riuniti nel “ricettario” Amaro Mix Culture edito dall’Azienda.


Il linguaggio universale di Lucano

La storia dei liquori nel Mondo sarebbe stata diversa, se la Lucania non fosse così radicata nel cuore dei suoi abitanti. Siamo alla fine dell’800 e come tanti italiani, anche un giovane Pasquale Vena è pronto a cercare fortuna oltre oceano insieme ai suoi fratelli. Alla fine, però decide di entrare in una rinomata bottega di Napoli, per approfondire il suo studio e la sua passione per l’arte dolciaria e quella, che deriva dalla sua Lucania, per le erbe e per gli ingredienti forniti dalla natura. 

Con queste conoscenze ritorna a Pisticci e nel retro della sua bottega inizia a distillare le erbe: misura con attenzione ogni quantità di Assenzio, Salvia, Achillea, Arancio, Cardo, Ruta e altre decine di erbe, finché non trova il giusto equilibrio, capace di rievocare i sapori della sua terra. Attraverso un lavoro di ricerca e lavorazione delle materie prime crea un prodotto che viene ancora oggi perpetuato con le stesse modalità. Per realizzare l’Amaro Lucano ci vogliono oltre 30 erbe e oli essenziali, secondo una ricetta tuttora segreta e custodita dalla famiglia.

Negli anni del primo‘900 l’opera di Pasquale Vena viene conosciuta e apprezzata in tutta Italia. Negli anni ‘50 l’Amaro Lucano, pur conservando intatta la passione artigianale, beneficia dei processi industriali: la produzione aumenta e nel 1961 arriva fino a 3.000 bottiglie all’anno, tutte con stampato in oro sull’etichetta il motto della famiglia Vena “Lavoro e Onestà”. Negli anni ’70 Sambuca e Caffè affiancano il celebre Amaro e nei primi anni '80 è tra i precursori nella pubblicità televisiva. 

Oggi il Gruppo ha l’ambizione di diventare un grande polo mondiale degli spirits, guidato nuovamente da un Pasquale Vena, nipote e omonimo del fondatore, attuale Presidente e Amministratore Delegato. Il borgo di Pisticci, dove ancora oggi ha sede il Gruppo è tra i più pittoreschi d’Italia e custodisce uno straordinario patrimonio di arte e natura.


Un frame dello spot del 2015 di Amaro Lucano

La pubblicità ha accompagnato Lucano fin dall’inizio
della sua storia, inizialmente con manchette e manifesti, e in seguito conquistando la stampa nazionale man mano che l’azienda si espandeva. Negli anni ’80 lo sbarco in televisione con un primo spot, interpretato da un giovanissimo Michele Placido, attore che vanta origini lucane.

Ma è nel 1991 che Amaro  Lucano si lega al suo pay off più  famoso “Cosa vuoi di più dalla vita?”. Una frase che ha attraversato gli  anni ed è stata contestualizzata in situazioni diverse, in linea con il posizionamento del brand, ma che ha sempre puntato sull’ironia nei confronti degli stili di vita di ogni decennio.

Nell'ultima campagna pubblicitaria, on air dal novembre 2015, il tradizionale claim evolve in “Dal 1894, sappiamo cosa vuoi di più dalla vita”, sottolineando tutto il patrimonio di storicità di una marca patrimonio del saper fare italiano nel Mondo. Il film ribadisce come Amaro Lucano sia un prodotto senza tempo, ironizzando contestualmente  sui vari clichè di oggi trasportati in chiave ottocentesca. A chiudere lo spot, anche il personaggio del fondatore, un ironico e simpaticissimo Pasquale Vena in perfetti abiti di fine '800, vero ospite di una festa da Oscar.


DISCLAIMER: Questo non è un post sponsorizzato. Tutte le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale, della mia soggettiva esperienza e della mia volontà di raccontare la storia di un marchio.

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