Incontri: "non lesinate mai sul burro" parola di Galileo Reposo, Pastry Chef di Peck

di danielac., pubblicato il settembre 30, 2018
Incontri: "non lesinate mai sul burro" parola di Galileo Reposo, Pastry Chef di Peck



Si chiama Galileo Reposo, classe 1978, e già il nome la dice lunga su di lui.
E' il responsabile della pasticceria di Peck, il negozio di gastronomia più famoso di Milano, e ogni giorno lui e il suo staff sfornano meravigliose bontà.
Qualche mese fa ho avuto la fortuna di intervistarlo, di passare una mattinata dietro le quinte e scoprire un po' di più su cosa significa essere un Pasticcere oggi.

Quando è nata la sua passione per la pasticceria?

Fin da bambino ho sempre amato preparare dolci poi, in terza media, quando mi sono trovato a scegliere quale scuola superiore frequentare la mia scelta è andata immediatamente sull’istituto alberghiero. La stessa scelta l’ha fatto mio fratello Nelson qualche anno prima. Ricordo ancora i miei professori che dicevano ai miei genitori che dovevo frequentare il liceo scientifico perché ero portato per la matematica ma io volevo solo preparare dolci; per fortuna mi hanno lasciato scegliere.

Lei vanta un curriculum invidiabile, ha avuto l’onore a la fortuna di lavorare con importanti chef come Aimo Moroni, Alain Ducasse, Pietro Leeman e Gualtiero Marchesi in altrettanti importanti ristoranti, cosa le ha lasciato ognuna di queste esperienze?

Dalla Francia ho imparato la professionalità, da Aimo la cura e il rispetto per gli ingredienti, da Leeman che il lavoro, non solo quello di pasticcere, è il riflesso di tante cose che ci circondano e che ci permettono di essere quello che siamo, dall’esperienza in Alto Adige il rispetto e l’ubbidienza all’interno di una brigata di cucina; due aspetti fondamentali per chi fa il nostro mestiere e non solo. Purtroppo sono due caratteristiche che le giovani generazioni tendono a sottovalutare ma con il senno di poi sono quelle che formano e fanno di una persona un vero professionista.
Per fare il nostro lavoro ci voglio 3 cose: dedizione, fatica e intelligenza se ne manca anche solo una è difficile poter andare avanti. E’ meglio scegliere un’altra professione.


Peck è per Milano un’istituzione, la gastronomia punto di riferimento, cosa ha portato di suo e cosa ha mantenuto della tradizione?

Sono entrato in punta di piedi e con molto rispetto verso questo luogo, cerco tutt’ora di seguire quelle che sono le linee guida di Peck, quelle hanno fatto grande questa gastronomia, innovando nell’estetica per esempio. Ci sono dolci che sono la storia di Peck e vanno rispettati, come l’Absolute una torta a strati al cioccolato che è sempre presente; poi seguiamo la stagionalità dei prodotti e proponiamo che nuovi abbinamenti.

A proposito di nuovi abbinamenti e sperimentazioni da dove nascono l’idea e l’spirazione per un nuovo dolce?

L'ispirazione può nascere da qualsiasi cosa, da un ricordo, da una foto, dalla voglia di sperimentare, dalla vista di un ingrediente che fino al giorno prima era lì in angolo e il giorno dopo, come in un colpo di fulmine, nasce l’idea di utilizzarlo per un nuovo dolce. E’ successo anche quest’estate quando ho visto dei pomodori meravigliosi nel reparto ortofrutta e ho pensato di utilizzarli per creare un sorbetto pomodori e fragole, strepitoso!


Il cibo è ricordo ed emozione, qual è il suo primo ricordo legato al cibo? E quale il suo ingrediente del cuore?

Il primo ricordo legato al cibo è la pizza che la mamma ci preparava la domenica a pranzo; mentre il mio ingrediente del cuore, quello che non deve mai mancare nella mia pasticceria è il lampone: è un ingrediente estremante versatile, perfetto, dolce ma nello stesso tempo acido e si sposa benissimo con tanti ingredienti.
La cucina e la pasticceria sono emozione pura. Quello che cerco di insegnare alla mia brigata è che quello che dobbiamo trasmettere al cliente è l'emozione e l'esperienza d'acquisto. Chi viene da Peck sa dov'è, cosa vuole e si aspetta di ottenerlo!

Qualche consiglio per aspiranti pasticceri o semplici appassionati come me.

Il primo consiglio è: innamoratevi degli ingredienti che utilizzate, innamoratevi di quello che state facendo. E' la passione che muove tutto quanto, se c'è passione non sbagliate mai; una volta arrivato questo sentimento un dolce non può che venire bene!
Il secondo consiglio è: aggiungete voluttuosità con il cioccolato, freschezza con il lampone e quel tocco di piccante con lo zenzero.
Il terzo consiglio, forse più importante, è: non lesinate mai sul burro!


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Torta soffice ricotta e amaretti

di danielac., pubblicato il settembre 09, 2018
Torta soffice ricotta e amaretti
Benvenuto settembre, mese dei buoni propositi e dei nuovi inizi; una sorta di capodanno lavorativo in cui si fanno sempre tanti buoni propositi e altrettante promesse da marinaio.

Io ce la metterò tutta; ho già in mente tanti nuovi progetti per far crescere il mio blog, qualcuno più facilmente realizzabile di altri ma l'importante è non demordere e metterci sempre tanta passione ed entusiasmo. Vorrei riuscire a dedicargli più tempo e, finalmente, inviare la mia prima newsletter. Vorrei fare qualche piccolo cambiamento estetico e aprire...no questo ve lo racconterò più avanti, adesso vi lascio la ricetta di questa soffice torta alla ricotta con copertura di amaretti.

L'ho preparata un giorno di pioggia prima di partire per il mare, ad agosto, quando ero in pieno mood svuotafrigo, è molto veloce e devo ammettere che il risultato mi ha positivamente stupito.


Ingredienti per una tortiera di 22 cm circa

200g di farina 00
200g di zucchero bianco
2 uova
100g di ricotta vaccina
100g di burro
1/2 bicchiere di latte intero
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
100g di amaretti

In una planetaria (o con le fruste elettriche) lavorare lo zucchero con le uova, nel frattempo far sciogliere il burro e versarlo a filo nel composto. Unire lentamente anche il mezzo bicchiere di latte, la ricotta e un pizzico di sale.

Setacciare la farina con il lievito e unirla al composto continuando a mescolare. Quando il composto sarà omogeneo trasferirlo nella teglia per torte precedentemente imburrata e infarinata.

Livellare la superficie e cospargerla con gli amaretti sbriciolati grossolanamente con le mani.
Infornare e cuocere a 180° (forno statico preriscaldato) per 30-35 minuti.

Far raffreddare completamente prima di sformare. Questa torta sarà ottima a colazione!


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L'estate in città da Chiringuito San Siro e Ortobello Milano

di danielac., pubblicato il luglio 24, 2018
L'estate in città da Chiringuito San Siro e Ortobello Milano
Giusto una settimana fa, un mercoledì sera di fine luglio quando a fare da padroni sono afa e zanzare sono andata a cercare un po' di atmosfera di vacanza in un luogo che da oltre vent'anni è il punto di riferimento della movida meneghina, il mitico Chiringuito Milano (meglio noto come Chiringuito di San Siro per la sua posizione a fianco del famoso stadio) che propone per l'estate un’agenda ricca di eventi, dall’aperitivo fino all’alba.




Nato a metà degli anni 90, dall’idea vincente di Franco Mazzeo e Giuseppe Garzone, giovani imprenditori rimasti folgorati dall’atmosfera chilling & good vibes dei classici chiringuitos delle Baleari, il Chiringuito San Siro è stato il primo chiosco a imporsi sulla scena notturna milanese, generando una vera e propria tendenza che ha conquistato il pubblico.

Atmosfera familiare, per un’attività di famiglia: il cambio di testimone generazionale nella guida del locale, passata nelle mani giovani dei fratelli Silvia e Luca Mazzeo, spinti dalla passione e l’energia, hanno saputo dare nuova spinta al Chiringuito lasciandone intatta l’identità. Un ambiente easy, casual ma accogliente, dove trascorrere la serata sorseggiando drink, ascoltando musica e vivendo la notte all’aperto; una serata informale, da vivere tranquillamente dimenticando lo stress e la frenesia che una città come Milano porta con sé.


Personalmente ne avevo sentito parlare ma non avevo mai avuto l'occasione di andarci finchè non sono stata invitata ad una interessante degustazione di vini della cantina Bricco dei Guazzi. Sono rimasta subito colpita dalla cura dei dettagli di un ambiente che vive all'aperto, dalla proposta selezionata di vini, cocktails e del cibo che accompagna l'aperitivo; mai banale e ricercato.

Per la stagione in corso il Chiringuito infittisce l’agenda con nuovi appuntamenti che si aggiungono ai classici del weekend: come di tradizione, dal lunedì alla domenica, alla console si alternano i generi musicali più disparati e una squadra di deejays pronta ad accontentare tutti i gusti. 


Non solo musica: quest’anno, per la prima volta il Chiringuito si prepara ad indossare vesti più eleganti e ad accogliere i suoi ospiti con Di Orti e Di Vigne, una serie di aperitivi/degustazione che, il mercoledì sera (appunto) dalle 18 alle 22, vedranno protagoniste alcune tra le più esclusive etichette e case vinicole del territorio. Ogni incontro, guidato appositamente per l’occasione da un sommelier esperto, abbinerà alla degustazione di vini una serie di piccoli, gustosi assaggi di cucina ogni volta diversi e studiati per accompagnare il palato nel percorso degustativo e offrirà la possibilità di acquistare i vini presentati a un costo d’eccezione.

E se vi viene fame potete sempre fare un salto da Ortobello, un ristorante sempre di proprietà della famiglia Mazzeo, a due passi (ma davvero due) dal Chiringuito. Qui è possibile gustare piatti realizzati con cura da mani esperte e con ingredienti a Km0 (c'è persino un piccolo orto sul retro del locale) e per lo più selezionati da piccoli produttori locali.


Un nuovo concept dedicato alla ristorazione nato dove prima c'era un piccolo chiosco che vendeva solo pane e mortadella, oggi c'è una cucina vera, semplice, genuina, che racchiuda in piatti giovani e agili l’essenza dell’italianità in tutte lo ore della giornata, dalla colazione al brunch, dal pranzo alla cena. 


Genuinità è la parola d’ordine nel menu: le ricette, che seguono rigorosamente i ritmi stagionali, si avvalgono di materie prime ricercate con cura tra fornitori e piccoli produttori del territorio e, più in generale, dalla comprovata tracciabilità made in Italy. Così, la carne arriva dal lago Maggiore, dalla storica macelleria Agazzone, l’olio dall’oleificio Prudenzi di Monteleone d’Orvieto, la mozzarella di bufala dall’azienda agricola Facchi di Oleggio. 


Siete ancora convinti che l'estate in città sia così noiosa?


PH Immagini - ufficio stampa


DISCLAIMER: Questo non è un post sponsorizzato. Tutte le opinioni sono frutto della mia onestà intellettuale e della mia soggettiva esperienza



Marsala: le Saline e l'aperitivo da Mammacaura

di danielac., pubblicato il luglio 15, 2018
Marsala: le Saline e l'aperitivo da Mammacaura
Se dici Marsala la prima cosa che viene in mente alla maggior parte della gente è il famoso liquore o la spedizione di Garibaldi e dei Mille che sbarcò proprio a Marsala; ma pochi sanno che in questa città sul mare, molto bella e conosciuta soprattutto da chi pratica kitesurf, ci sono delle Saline meravigliose e un locale ancora più caratteristico dove è d'obbligo fermarsi per l'aperitivo, perchè? Ora ve lo spiego.


Il locale si chiama Mammacaura ed è un'istituzione tra i giovani che dopo aver praticato kitesurf tutto il giorno si ritrovano a sorseggiare del vino e uno spritz, sgranocchiando salatini da una tazzina per la colazione, passeggiando per le Saline alla luce di un tramonto mozzafiato.


Ma partiamo dall'inizio, ovvero la visita guidata alle Saline di Mozia, che si estendo tra Trapani e Marsala, al Mulino d'Infersa e al Museo. L'ideale è programmare la visita intorno alle 17.00, il sole non sarà più alto e rovente, passeggiare tra le Saline sarà meno faticoso e potrete godere dei primi raggi del tramonto che colorano le Saline di rosa. Se siete fortunati potrete vedere anche qualche fenicottero rosa; le Saline di Mozia sono infatti "Luogo del Cuore FAI" e si trovano all'interno della Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone.



Le Saline sono senza dubbio un luogo suggestivo, sono tutt'ora in attività e vedere lavorare il sale, partecipare alla raccolta, è un'esperienza unica. Io vi consiglio di prenotare per tempo una visita guidata alle Saline Ettore e Infersa (qui il link) e lasciarvi trasportare dall'atmosfera che si respira passeggiandtra gli argini e lungo i canali, alla scoperta della flora, della fauna e dei paesaggi più belli e suggestivi di tutta la laguna. E' possibile indossare gli stivali di gomma ed entrare in acqua per sentirne il calore e la consistenza di una Salina, cimentandosi (anche se per gioco) nella raccolta del “fior di sale”, come dei veri “salinai” professionisti.



E alla fine godersi il tanto atteso e merito aperitivo da Mammacaura, un luogo fuori dal tempo dove è possibile soggiornare e cenare; un luogo dopo il tempo si ferma, i pensieri svaniscono, dove tutto è più libero; un luogo privo di schemi e costrizioni, dove poter essere se stessi in mezzo a tanta, tantissima gente e circondati dalla natura più autentica. 


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Un luogo che diventa ancora più magico al calar del sole; i colori cambiano e si fanno più soffici, il sole non brucia più la pelle ma la accarezza dolcemente; non vorresti andartene mai più da lì ma è ora di proseguire il viaggio; una cosa ci consola: sapere che i ricordi di un giorno passato tra Saline di Marsala rimarranno per sempre impressi nel cuore, nella mente e negli occhi.

Sbriciolata pesche e amaretti

di danielac., pubblicato il luglio 09, 2018
Sbriciolata pesche e amaretti
Adoro la frutta estiva: meloni, albicocche, frutti di bosco, ciliegie e soprattutto pesche. Ed è proprio con le pesche che ho realizzato il dolce di oggi.

Lo so che accendere il forno con 30 gradi all'ombra e un tasso di umidità del 200% è da pazzi ma, fidatevi che per questo dolce vale la pena soffrire un po' di caldo: e che sbriciolata di pesche e amaretti sia!


Ingredienti per una tortiera da 18 cm 

300g di farina 00
100g di zucchero bianco
1/2 bustina di lievito per dolci
100g di burro morbido
1 uovo 
pizzico di sale
3 pesche gialle
50g di amaretti
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di limone q.b.

In una ciotola mettere le pesche private della buccia e tagliate a pezzetti, unire due cucchiai di zucchero di canna e una spruzzata di succo di limone.

In un'altra ciotola preparare la frolla unendo alla farina il lievito, lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungere il burro ammorbidito fatto a pezzetti e l'uovo lavorare velocemente con le mani fino ad ottenere un impasto granuloso.

Imburrare e infarinare una tortiera dai bordi bassi e dal diametro di circa 18 cm. Mettere metà dell'impasto nella tortiera e con l'aiuto di un cucchiaio e delle mani pressare la frolla formando una sorta di guscio di 1 cm. 

Con le mani sbriciolare grossolanamente gli amaretti, metterne una parte sul fondo del guscio di frolla e versarvi sopra le pesche, unire la restante parte di amaretti e coprire la frutta con il resto delle briciole di pasta frolla senza pressare ma avendo cura di coprire tutta la frutta.

Cuocere a 180° forno statico per circa 40/45 minuti. Aspettare che sia completamente fredda prima di togliere la torta dallo stampo. E' possibile gustarla da sola o tiepida con una pallina di gelato alla vaniglia e una spolverata di cannella.


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