Discovery la Habana: la capitale di un'isola fuori dal tempo

di danielac., pubblicato il marzo 05, 2019
Discovery la Habana: la capitale di un'isola fuori dal tempo
Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena lottare
(Per chi suona la campana, Ernest Hemingway)


Esattamente un mese fa passeggiavo per le vie de l'Avana e se chiudo gli occhi posso ancora vederne i colori e sentirne i suoni, posso sentire il battito del mio cuore che accelera e si stringe in una piacevole sensazione di nostalgia. 

Cuba mi ha cambiata, adesso posso dirlo con certezza.
Era un viaggio che sognavo di fare a tanto tempo ed è arrivato proprio nel momento in cui ne avevo più bisogno. Cuba mi ha salvata e per questo gliene sarò per sempre grata.

C'è qualcosa in quest'isola e nella sua gente che è difficile da spiegare a parole. Cuba la si può solo vivere intensamente giorno dopo giorno, assaporandone la lentezza e l'allegria, la dignità e la magia che avvolge ogni cosa. Ernest Hemingway la scelse come casa e proprio lì scrisse i suoi più grandi capolavori e adesso capisco il perché.


Il nostro viaggio alla scoperta dell'isola più grande dei Caraibi è cominciato proprio nella capitale dopo un'atterraggio turbolento e un primo approccio non proprio amichevole (click qui per leggerete il post, scoprire tutte le tappe del nostro viaggio e qualche consiglio prima di partire) ma già la mattina seguente il sole è tornato a splendere e l'Avana si è presentata più colorata e vivace di prima.

L'Avana è una disordinata metropoli di 2,2 milioni di abitanti adagiata su una baia naturale, è una città accogliente ricca di storia, un palcoscenico abbandonato dove il degrado lascia spazio alla decadenza di palazzi vissuti e vicoli malconci in cui si vede che è mancata la manutenzione; anche questo però, insieme alle famose macchine d'epoca colorate, ha contribuito al suo fascino e al suo carattere famosi in tutto il mondo.


Plaza Vieja, il salotto de L'Avana e le vie de L'Habana Vieja

I palazzi colorati di Plaza Vieja

Un viaggio alla scoperta de l'Avana parte senza dubbio da La Habana Vieja (L'Avava vecchia), il centro storico per intenderci; un prezioso tesoro, un museo a cielo aperto in stile coloniale spagnolo che è stato dichiarato Patrimonio dell'Unesco, che si estende per 5km da scoprire a piedi. Le quattro piazze principali ne delineano il percorso: Plaza de Armas, Plaza de la Catedral, Plaza de San Francisco e Plaza Vieja.

Plaza de San Francisco

Lasciatevi incantare dai colori e dalla musica che esce dai locali e invade le strade e non mancate una sosta nei due storici locali frequentati da Ernest Hemingway: la Bodeguita del Medio e al Floridita dove assaggerete, senza ombra di dubbio, il miglior Daiquiri della vostra vita!

El Floridita
Botteghe nel cuore de L'Avana

Proseguendo per Paseo del Prado si incontra il Capitolio Nacional, il teatro dell’Opera, l’Hotel Inglaterra, e il Museo de la Revolucion. Uscendo dal centro storico si va verso il Malecón, il viale che corre lungo la costa nord de l’Avana e collega la parte vecchia della città con il quartiere del Vedado e del Miramar; noi abbiamo alloggiato in una casa particular, la versione cubana di un b&b, al Vedado, punto strategico da cui partire per visitare la città a piedi. 

Il Capitolio National e il famoso Hotel Inglaterra


Il teatro dell'Opera

Dal Malecòn si arriva al famoso Hotel Nacional de Cuba, hotel storico di lusso che è possibile (e consigliabile) visitare. Si erge sulla collina Taganana a pochi metri dal mare e offre una vista de l'Avana porto, del lungomare e della città spettacolari. E ancora Plaza de la Rivoluciòn e l'imponente monumento a Josè Martì dove è possibile salire, tramite un ascensore, e godere di una vista a 360° della capitale cubana.

Plaza de La Rivolucion

Un giro su una macchina d'epoca è d'obbligo.
Non potete dire di essere stati a L'Avana se non avete fatto un giro su una macchina americana, una Chevrolet cabrio anni '50, uno dei simboli dell'isola insieme al Ron (il rum) il Son Cubano (la musica) e i Cohiba (i famosissimi e costosissimi sigari).

E' un modo nostalgico per esplorare la città, una corsa di un'ora costa all'incirca 40 cuc (ricordatevi che ai cubani piace contrattare), si può richiedere una corsa facendovi venire a prendere direttamente fuori dal vostro albero oppure le trovate tranquillamente parcheggiate lungo le strade che costeggiano il Malecòn e l'Habana Vieja.





Cuba è un pianeta a sé e questo non smetterò mai di scriverlo, non troverete nulla di americano (a parte le macchine vintage) niente cartelloni pubblicitari, niente di lontanamente propenso al consumismo di massa mordi e fuggi. Qui la cultura fast che fa parte ormai delle nostre vite non esiste. Sarà strano vedere gente pazientemente in coda per ogni cosa eppure è così che si svolge la vita a l'Avana, a Cuba. Il tempo sembra scorrere diversamente e vi assicuro che dopo un primo evidente e comprensibile smarrimento iniziale;,tutto vi sembrerà normale e i ritmi cubani vi contageranno.

PH e testo Love.Life.Lunch. 2019 tutti i diritti riservati

Book: D'Amore e Baccalà di Alessio Romano

di danielac., pubblicato il febbraio 25, 2019
Book: D'Amore e Baccalà di Alessio Romano
Scendo dal tram esausto e sonnambulo.
Ho vissuto tutta la vita.
Fernando Pessoa

Quando, qualche mese fa, mi chiesero di partecipare ad un book exchange su Instagram accettai senza alcun indugio, ricevere nuovi libri da perfetti sconosciuti sarebbe stato un modo alternativo e originale per aggiungere alla mia libreria dei testi che magari da sola non avrei mai comprati.

E così è stato. Tra i tanti libri ricevuti, uno in particolare, D'Amore e Baccalà, mi fa colpita e commossa; il perché è molto semplice: è ambientato a Lisbona, una città meravigliosa che ho avuto la fortuna di visitare, parla di cibo, in particolare il baccalà il piatto tipico della capitale portoghese e infine parla d'amore, verso una donna, verso questa città, verso il buon cibo e soprattutto verso tutte quelle figure che hanno contribuito a rendere Lisbona la città che è oggi agli occhi del mondo.


Quando ho aperto la busta e ho trovato proprio questo libro sono rimasta senza parole. Un perfetto sconosciuto, Fabio (fa_uau su Instragram, seguitelo perché ha un profilo food molto curato) mi aveva spedito un testo che si snoda nella mia città del cuore; un libro dove Lisbona è la vera protagonista. Pagina dopo pagina ho ripercorso le sue strade in salita, ho preso il famoso tram 28, rivisto piazze e monumenti, ho sentito riecheggiare nella testa le note del Fado e assaporato il baccalà in tutte le sue sfumature.

Alessio Romano è un giovane scrittore abruzzese che ha vissuto intensamente Lisbona prima di scrivere D'Amore e Baccalà e lo si capisce già dalle prime righe quando parla del tram 28, di una disavventura che ha coinvolto questo tram e il protagonista del libro e che ha dato il via a tutta la storia. E' testo piacevole che va letto lentamente assaporando ogni pagina.


Il mio consiglio è quello di visitare Lisbona, passeggiare, osservare, ascoltare e lasciarvi conquistare dal suo fascino malinconico da un lato e colorato e cosmopolita dall'altro; e mentre siete lì seduti ad un cafè di Praca do comércio di leggere questo libro.

Recita la quarta di copertina:

Lisbona

La più poetica della capitali europee. Saramago e l'oceano. Tabucchi e il tram numero 28.
E le Tascas, le taverne in cui si mangiano cinquanta sfumature di baccalà ascoltando la musica più struggente che esista: il Fado.
E' in questa città sospesa tra sogno e realtà che Alessio (il protagonista ndr) incontra Beatriz, una cameriera bellissima, scontrosa ed evanescente.
Ritrovarla nel dedalo del centro storico sarebbe impossibile senza l'aiuto di complici inattesi: gli spiriti guida di Amàlia Rodrigues, Ingrid Bergman, Fernando Pessoa…


Se volete qualche indicazione in più su Lisbona, nella sezione travel del blog potete trovare due interessanti post con tante belle fotografie:
Lisbona: alla scoperta del Chiado e del Barrio Alto
Mini Tips: dove e cosa mangiare a Lisbona

PH Love.Life.Lunch. 2019 tutti i diritti riservati.

Baccalà mantecato su crema di piselli

di danielac., pubblicato il febbraio 19, 2019
Baccalà mantecato su crema di piselli
La ricetta di oggi racchiude un segreto, anzi un progetto. In realtà più che la ricetta è l'intera foto a racchiudere un progetto, un sogno che voglio cominciare a svelarvi piano piano.

Ormai l'avete capito che sono un vulcano di idee, con le mani in mano non ci so stare, ho bisogno sempre di nuovi stimoli e nuovi obiettivi per questo la mia mente non riposa mai, neanche di notte!

Vediamo un po' chi di voi sa dirmi cosa c'è di "nuovo" in questa foto? Per ora vi dico solo che si tratta di un oggetto a me molto caro, un progetto a cui sto lavorando da parecchi mesi; ma vi ho già detto troppo, ora passiamo alla ricetta: baccalà mantecato su crema di piselli, una ricetta veloce in cui la parte più complicata è probabilmente la realizzazione della quenelle di baccalà.


Ingredienti per 2 persone

600g di baccalà dissalato e ammollato
100ml di latte
1 fetta di pan carré
200g di piselli
1/2 scalogno
1 spicchio di aglio in camicia
olio EVO
sale
pepe
acqua q.b.
2-3 foglie di menta fresca (se disponibile)

Togliete la pelle del baccalà, le spine e tagliatelo a pezzetti. In una padella scaldare un filo d'olio extravergine di oliva con lo spicchio di aglio, dopo qualche minuto togliere l'aglio e aggiungere il baccalà; cuocere per circa 20 minuti con il latte aggiungendo dell'acqua se necessario. 

Una volta cotto frullare il baccalà con la fetta di pan carré, che avrete fatto ammollare precedentemente nel latte, aggiungendo a filo e molto molto lentamente l'olio extravergine d'oliva finchè non otterrete un composto omogeneo e spumoso. 

Nel frattempo preparare la crema di piselli facendo appassire lo scalogno in una padella con dell'olio extravergine, aggiungere i piselli e cuocere per 10 minuti aggiungendo dell'acqua all'occorrenza, salare e pepare. Una volta cotti, mettere i piselli in un mixer con le foglie di menta (a piacere) e frullare aiutandovi con dell'olio extravergine d'oliva aggiunto a filo.

Disporre la crema di piselli sul fondo di un piatto e adagiare sopra le quinelle di baccalà.

Come si realizzano le quinelle? Basta prendere 2 cucchiai e bagnarli, con il primo prendere un po' del composto di baccalà e con il secondo schiacciare e ruotare nel verso contrario, portando uno verso l'alto e uno verso il basso, finchè non otterrete una sorta di crocchetta compatta. Serve un po' di esercizio ma è più semplice a farsi che a dirsi. 

PH Love.Life.Lunch. 2019 tutti i diritti riservati







Cuba, un "pianeta" tutto da scoprire: il primo incontro con l'Havana

di danielac., pubblicato il febbraio 11, 2019
Cuba, un "pianeta" tutto da scoprire: il primo incontro con l'Havana
Erano anni che avevamo nella nostra libreria la guida di Cuba e a novembre 2018 ci siamo decisi: inizieremo il nuovo anno al caldo sole dei caraibi, alla scoperta di un'isola che sapevamo già da subito ci avrebbe rapito il cuore.


Purtroppo il tempo che abbiamo potuto dedicare a questo viaggio è stato di soli 7 giorni. Per poter visitare come abbiamo fatto noi la parte centro/nord di Cuba in tutta tranquillità abbinando anche qualche giorno di relax al Varadero, servono almeno 10/12 giorni. Ma non fatevi scoraggiare, se guidare per ore non vi spaventa, allora continuate a leggere.

Siamo partiti per l'Havana la mattina di domenica 27 gennaio per atterrare, via Cayo Largo, alle 19. Un volo, quello da Cayo Largo a l'Havana, e un atterraggio che ricorderò per sempre; ad attenderci: un tornado! Avete letto bene, pur non essendo stagione di uragani e tempeste, si è formato dalla terra un tornado che esattamente un'ora dopo il nostro atterraggio ha colpito la parte più interna della città causando 3 morti, 170 feriti oltre ad aver distrutto tutto quello che ha incontrato durante la sua corsa.

Oscillazioni e vuoti d'aria hanno accompagnato i 20 minuti di volo che separano Cayo Largo da L'Havana, il vento soffiava a 300km/h e pioveva così forte da non vedere nulla. Una volta passato il tornado e usciti dall'aeroporto dove nel frattempo era saltata anche l'elettricità, ci siamo diretti verso la Casa Particular che ci ospitava, una bellissima casa in stile cubano a metà strada tra il quartiere del Vedado e il Malecon, dove onde alte 8 metri avevano allegato parte della città vecchia.

Ad accoglierci un'Havana spettrale senza corrente elettrica e con strade allagate dove gente incredula cercava di raggiungere casa, o almeno un posto sicuro. Nessuno si è reso conto di cosa stava realmente succedendo fino al mattino successivo quando i telegiornali hanno mostrato le immagini del passaggio del tornado; un tornado così violento e inaspettato che la notizia è arrivata anche in Italia. La corrente in città è tornata alle 2:30 del mattino e le nuvole hanno lasciato spazio al sereno già dal mattino dopo.


La popolazione, forse abituata a questo genere di catastrofi improvvise, ha continuato a commentare l'accaduto per tutto il giorno successivo ma il loro spirito resiliente, gioioso e positivo ha prevalso sulla disperazione è già il giorno dopo sembrava che nulla fosse mai accaduto.

La mattina seguente, il referente in loco del tour operator a cui ci siamo appoggiati per creare il nostro viaggio (PressTour) ci ha accolti con il sorriso e la frase: "Benvenuti sul pianeta Cuba!" per poi continuare felice con indicazioni in merito alla città e al nostro viaggio in solitaria in giro per l'isola. Oggi capisco che ha detto quella frase non riferendosi all'accaduto della sera precedente ma perché Cuba è davvero un mondo a sé, un pianeta meraviglioso tutto da scoprire, uguale a niente che già esiste, niente che i nostri occhi sono già abituati a vedere o le nostre orecchie sono già abituate a sentire.

Il nostro viaggio è iniziato lì; con una colazione a base di pane, marmellata e frutta tropicale a casa di una famiglia cubana, Mayra e Jesus. Con Dhaiana e i suoi occhi scintillanti mentre parlava della sua isola e della sua città. Il nostro viaggio è iniziato lì, all'Havana, per poi continuare a nord verso la Valle di Vignales e le piantagioni di tabacco e ancora "rotolando verso sud" alla volta della splendida Trinidad, paese Patrimonio dell'Umanità, passando per Santa Clara, cittadina da cui è partita la rivoluzione (se avete tempo non dimenticativi di passare anche per Cinfuegos, noi purtroppo abbiamo dovuto rinunciare) per poi approdare, gli ultimi due giorni, sulle bianche spiagge del Varadero per un po' di meritato relax dopo 1400 km percorsi su e giù per le "autostrade" di Cuba. Sempre io&te, sempre insieme, come nei migliori film on the road.

Siete pronti a salire in machina con noi alla scoperta del nostro viaggio? 


Valle di Vignales
Plaza Mayor - Trinidad

Qualche indicazione utile prima di partire:

Per entrare a Cuba è necessario un visto e noleggiare un'autovettura che sia affidabile, ovvero moderna e che non vi lasci a piedi i primi 100km, non è semplice; per questo e per le questioni burocratiche affidatevi sempre ad un'agenzia. Le auto per i turisti vanno con la Gasolina Especial e i pochi distributori sull'isola, soprattutto quelli lontani dalle grandi città, non sempre l'hanno a disposizione cercate quindi di non arrivare mai con il serbatoio vuoto.

Sull'isola non esistono navigatori satellitari e i cartelli stradali lasciano il tempo che trovano, scaricatevi quindi le mappe sul cellulare prima di partire. E' sconsigliato guidare di notte perché le strade non sono illuminate. Sia sulle strade che in "autostrada" troverete gente a piedi che attraversa, persone in bicicletta o con i carretti anche contromano. Prestate sempre massima attenzione e cercate di arrivare alla città successiva prima che cala il sole; la legge cubana è molto severa!

Per il resto Cuba è un'isola sicura, la gente è gentile e disponibile a darvi indicazioni ed aiutarvi magari in cambio di 1 CUC = 1 EURO (il peso convertibile, la moneta che viene data ai turisti); spesso le persone vi fermeranno anche solo per chiacchierare, nessuno si avvicinerà mai per mendicare. Uscendo da l'Havana troverete su strade e autostrade gente che chiede un passaggio: non dateglielo, come recita il detto fidarsi è bene non fidarsi è meglio! 

E' possibile collegarsi ad internet utilizzando la vostra rete dati ma ve lo sconsiglio se non volete trovarvi una bolletta esorbitante al vostro rientro. E' possibile collegarsi alla rete wi-fi nazionale acquistando una scheda dal valore di 1 CUC che permette 1 ora di navigazione ma la rete non si trova ovunque, solo in determinati punti della città o presso le hall degli alberghi.

Le carte di credito non sempre vengono accettate, quelle americane mai! Munitevi di contanti che potrete cambiare tranquillamente una volta atterrati sia in aeroporto che alle varie Case del Cambio. Nonostante i cubani continuassero a ricordarci che questo: "è l'invero più freddo di sempre"; la temperatura media a fine gennaio è 26 gradi di giorno e 16 la sera, portatevi una giacca e la crema solare sempre in borsa. 

Lasciatevi trasportare dalla musica caraibica che vive per le strade e nei locali, non abbiate fretta perché i cubani non sanno cosa sia, a Cuba la vita è molto slow! Infine se siete all'Havana non potete non fare un giro su un'auto colorata anni '50 o andare a sentire un concerto dei Buena Vista Social Club.


PH e testo Love.Life.Lunch. 2019 tutti i diritti riservati

Sables salati allo zafferano

di danielac., pubblicato il dicembre 14, 2018
Sables salati allo zafferano
Quando Michele mi ha contattata per propormi di realizzare una ricetta con il suo zafferano ho accettato subito con entusiasmo, tant'è che di ricette ne ho fatte ben 2.

Credo molto nei giovani che, come me, hanno tanti sogni e lavorano ogni giorno con professionalità, costanza e dedizione affinché si realizzino e il progetto Zafràn è uno di quei sogni e per questo doveva essere comunicato.

Zafràn nasce 2015 in Brianza dalla passione per la terra e dall'amore per la famiglia, è frutto di ricerca, sacrifici e attenzione. Da allora sono stati piantati 10.000 bulbi e raccolti 24.000 fiori per creare 110g di prodotto, da questi numeri si capisce benissimo quanto sia prezioso lo zafferano.

Con gennaio 2019 i pistilli di zafferano Zafràn potranno essere acquistati online ma già oggi, se  andate sul sito www.creativestory.it e compilate il form, potete richiedere il vostro campione omaggio e riceverete dei magnifici pistilli rossi in grado di creare la magia. Insieme sperimenteremo gustose ricette; cominciando con dei piccoli Sables salati allo zafferano, delle piccole monetine d'oro perfette come accompagnamento ai vostri antipasti delle feste.


Ingredienti per 50 Sables circa

250g di farina 00
50g di grana padano
180g di burro freddo
sale
pepe
8/10 pistilli di zafferano Zafràn
2 cucchiai di acqua tiepida


Far sciogliere in due cucchiai di acqua tiepida i pistilli di zafferano per almeno mezz'ora.

Mettere in un cutter la farina, il formaggio, il burro freddo tagliato a cubetti, un pizzico di sale, il pepe e azionare il cutter finchè non otterrete delle briciole.

A questo punto versare l'acqua co lo zafferano e azionare nuovamente il cutter finchè non si formerà la classica palla di impasto intorno alle lame; se necessario potete unire altri cucchiai d'acqua fredda.

Trasferire l'impasto sul piano di lavoro e formare un rotolo dal diametro di 3/4 cm di diametro, avvolgerlo nella pellicola alimentare e lasciarlo indurire in frigorifero per almeno un'ora o mezz'ora nel congelatore.

Tagliare i biscottini dello stesso spessore e disporli su una leccarda rivestita con carta forno e cuocere in forno statico preriscaldato a 200° per 10-12 minuti circa o fino a doratura.

Servire con dei salumi o del formaggio spalmabile d'accompagnamento.


PH Love.Life.Lunch. 2018 tutti i diritti riservati

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