Lifestyle: tatuaggio in estate? Sì, grazie

di danielac., pubblicato il giugno 30, 2017
Lifestyle: tatuaggio in estate? Sì, grazie
Pochi di voi sanno che io ho ben 5 tatuaggi (4 ma uno vale doppio e poi vi spiego perchè), sono piccoli e in posti strategici; la particolarità è che li ho pensati e disegnati personalmente e nella loro semplicità li amo tantissimo.

Il primo è un piccolo delfino che ho fatto sulla caviglia all'età di 16 anni con una delle mie più care amiche accompagnate da mio padre; il secondo è una D molto simile ad una chiave di violino in un sole e l'ho fatto in occasione della laurea tra la scapola e la spalla sinistra; il terzo si trova sulla nuca e l'ho fatto in ricordo della mia bisnonna Maria, la mia seconda mamma, è la lettera M con le ali di un angelo e il simbolo dell'infinito mentre l'ultimo in ordine di tempo l'ho fatto la scorsa estate per puro vezzo, su entrambi i polsi ho tatuato il simbolo grafico di aperte virgolette e chiuse virgolette, per questo dico che vale doppio.


Molti di voi si staranno chiedendo come mai io abbia fatto un tatuaggio d'estate, fate benissimo a chiedervelo ma questo è il primo luogo comune sui tatuaggi che voglio sfatare con questo post. Sia chiaro che non l'ho detto io ma il famoso tatuatore Claudio Pittan.

“L’unica cosa importante è rispettare le corrette norme di igiene e di protezione, valide in ogni stagione dell’anno, e usare sempre buonsenso. Anzi, spesso è meglio farsi tatuare d’estate che non d’inverno” commenta Claudio Pittan, che vanta una esperienza trentennale nel campo dei tatuaggi ed è punto di riferimento in Italia per gli appassionati e per i neofiti del tattoo e spiega anche perché.

Innanzitutto è fondamentale il processo di guarigione del tatuaggio, che può essere facilmente compromesso, durante la stagione fredda, dall’irritazione conseguente al contatto con indumenti sintetici o in lana. Un problema che con il caldo non si pone, dato che cotone, lino e altre fibre naturali costituiscono la base dei look estivi: è importante, infatti, che la pelle sia sempre a contatto con l’aria per accelerare la cicatrizzazione della pelle ed evitare lo sfregamento con i vestiti.

Non bisogna dimenticare, poi, che il periodo “critico” per il tatuaggio dura una settimana, in ogni stagione: questo, all’incirca, è il tempo che richiede la guarigione della pelle, trascorso il quale l’epidermide è di nuovo come prima e non richiede particolari attenzioni, salvo l’uso di una protezione solare a schermo totale che faccia scongiurare il pericolo di scottature sulla pelle nuova.

Crema che andrebbe, peraltro, messa sempre e su tutti i tatuaggi, più o meno recenti, per evitare che il colore sbiadisca a causa dei raggi del sole. Quando il tatuaggio nuovo sta guarendo, la pelle si indurisce creando una leggera crosticina, come quella di un graffio, che pian piano si esfolia per fare affiorare la pelle tatuata, lucida e leggermente grinzosa. In questo periodo bisogna applicare solo crema neutra al pantenolo o prodotti equivalenti ed evitare il contatto con l’acqua di mare o il cloro delle piscine che rischierebbero di provocare un’irritazione.

“L’unica vera regola che mi sento di dare, indipendentemente dal periodo dell’anno in cui decidere di fare un tatuaggio, è quello di scegliere uno studio di tattoo che rispetti tutte le norme igieniche e sanitarie, oltre a un tatuatore referenziato” conclude Claudio Pittan.

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1987-2017: un anniversario importante per Claudio Pittan, uno degli artisti/tatuatori più celebri d’Italia, che ha deciso di festeggiare i primi trent’anni della sua  carriera regalandosi un nuovo studio nel cuore di Milano, il The New Pittan Tattoo che ha aperto ufficialmente i battenti lo scorso 25 maggio in via Vetere 10, zona Ticinese.


Gnocchi verdi alla rucola e pomodorini pachino

di danielac., pubblicato il giugno 28, 2017
Gnocchi verdi alla rucola e pomodorini pachino
Mercoledì gnocchi, o forse era giovedì gnocchi?
In casa mia il detto proprio non ci piace, lo stesso però non vale per gli gnocchi (rigorosamente fatti a mano e mai comprati), quelli si che ci piacciono tanto e ogni giorno è buono per cucinarli.

Per celebrare l'estate e le cene in terrazzo ho deciso di preparare una ricetta facile e veloce: degli gnocchi verdi alla rucola con dei pomodorini pachino appena saltati in padella, una bontà a cavallo tra l'amaro delle rucola e il dolce dei pomodori. L'idea in più: guarnire il piatto con dei pinoli appena tostati per regalare al piatto quella nota croccante in più che fa la differenza.


Ingredienti per 2 persone

400g di rucola fresca
1 patata media
1 uovo
50-70 grammi di farina
sale
pepe
noce moscata
olio EVO
8-10 pomodorini pachino
1 cipollotto
1 cucchiaio di zucchero di canna
basilico

Lavare la rucola e tritarla in un robot da cucina con un filo d'olio extravergine d'oliva finchè non risulterà una purea. Nel frattempo lessare la patata in acqua salata.

Trasferire in una ciotola il composto di rucola, schiacciare la patata, aggiungere l'uovo, regolare di sale pepe e spolverare con una grattugiata di noce moscata. Mescolare bene il composto e aggiungere la farina un cucchiaio alla volta finchè l'impasto non risulterà abbastanza compatto da poter essere lavorato. La dose di farina negli gnocchi è sempre relativa alla consistenza delle patate che utilizzate.

Formare i classici salsicciotti e ricavare degli gnocchi di circa 2cm, trascinare ogni singolo gnocco su un riga gnocchi o sui rebbi di una forchetta facendo una leggera pressione per ottenere la forma classica; così segnati gli gnocchi raccoglieranno meglio il sugo.

In una padella mettere a scaldare un filo d'olio extravergine d'oliva e rosolare il cipollotto tagliato finemente. Aggiungere i pomodorini lavati e tagliati in 4 spicchi, salare pepare e unire un cucchiaio di zucchero di canna. aggiungere dell'acqua se necessario, foglie di basilico a piacere e cuocere per 10 minuti (il tempo necessario affinchè l'acqua arrivi a ebollizione e si cuociano gli gnocchi).

Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, quando saranno venuti a galla unirli al sugo; impiattare e gustare comodamente in terrazzo davanti ad un tramonto estivo accompagnati da un bicchiere di vino bianco mosso freddo.


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Mini tips: cosa e dove mangiare a Lisbona

di danielac., pubblicato il giugno 21, 2017
Mini tips: cosa e dove mangiare a Lisbona
Quando si pensa a Lisbona vengono subito in mente tre cose: il sole, i magnifici panorami e il buon cibo. Di sera i bar dove poter prendere un aperitivo al tramonto si animano di locali e turisti e dalle cucine dei ristoranti esce un profumo inebriante.



Come tutte le città di mare il pesce fresco la fa da padrone ma c'è un pesce in particolare che i portoghesi amano: il baccalà. Come vi raccontavo in un post precedente (vi lascio il link qui) si dice che a Lisbona esistano 365 ricette diverse per cucinare il baccalà, una per ogni giorno dell'anno; sarà vero? Io posso dirvi che in 4 giorni ho assaggiato 4 modi diversi di servirà il baccalà: in umido, in olio cottura, frutto e il famoso Pasteis de Bacalhau: bocconcini di baccalà impanato e fritto, crocchette dal cuore tenero e dal sapore delicato, ma dalla impanatura dorata e saporita, che mette subito l’acquolina.


Da provare la variante del Bacalhau á gomes da sá, un filetto di baccalà cotto in casseruola con cipolle, patate e uova, oppure una ricetta più tradizionale: il Bachalau á Brás, con patatine fritte tenuti insieme da uova, prezzemolo e cipolla.

I portoghesi sono soliti iniziare il pranzo e la cena con una serie di piccoli antipasti, come formaggi, gamberetti e verdure, accompagnati da buonissimo pane fresco, o dal più famoso bolo do caco, pane servito con del burro e condito con aglio e prezzemolo. 

Quando ordinate un aperitivo invece sono soliti portarvi del pane con dell'olio d'oliva a parte e delle olive nere marinate con zeste di limone e prezzemolo. Un consiglio: se siete in Praca do Comércio nell'ora dell'aperitivo non potete assolutamente perdervi il tramonto sorseggiando un buon drink al famoso Can the Can. Ottimo anche per un pasto veloce.


Aperitivo al tramonto su Praca do Comercio
All'interno del Can the Can c'è un enorme lampadario fatto con scatolette di sardine

Uno dei piatti più gustosi che introducono alle portate principali è quello delle vongole à bulhão pato, una ricetta semplice che porta tutto il sapore fresco dei frutti di mare. Servito con crostini di pane caldo, il sapore delle vongole si sposa benissimo con il limone, il vino bianco e il prezzemolo e lo rende l’inizio perfetto per il pasto.

Altro emblema della cucina lusitana sono le sardine, soprattutto se cucinate alla griglia e gustate sul pane. Le più famose sono quelle che vengono dalla cittadina di Setúbal, ma Lisbona ne è invasa soprattutto nel mese di giugno, durante le celebrazioni dei Santos Populares, con gran clou nelle giornate del 12 e del 13. Le sardine vengono arrostite sulla brace e servite con verdure, oppure disposte semplicemente su fette di pane bianco e mangiate con le mani.

La sardina è talmente venerata a Lisbona che esiste addirittura un negozio che vende solo sardine: Mundo Fantastico da Sardinha Portuguesa, un colorato e pittoresco negozio che da su Praca do Rossio; se avete del tempo a disposizione è divertente entrare individuare la scatola di sardine con il vostro anno di nascita e leggere quali avvenimenti e quali personaggio famosi sono nati il vostro stesso anno!



Altra ricetta tipica da provare è l’Arroz de Marisco, un piatto a metà strada fra il cremoso risotto italiano e la più asciutta paella spagnola. Viene preparato con molluschi, crostacei e verdure, prima di essere servito fumante, con una spolverata di prezzemolo tritato. Altra variante portoghese è il riso al pomodoro con sardine. Tradizionale e più ricercato il Polvo à Lagareiro, polipo stufato in pentola e grigliato, viene servito con una salsa a base di olio, prezzemolo e aglio e comunemente accompagnato da patate novelle cotte al forno.

Ultimo ma non ultimo, il dolce tipico di Lisbona: le Pasteis de Nata. Il Pastel de Nata è tanto emblematico quanto buono, e si deve gustare rigorosamente alla portoghese: caldo, con un pizzico di cannella e una spolverata di zucchero a velo, senza eccezione alcuna. 

Immaginatevi in un bar al sole, mentre state ordinando una bica (il tipico espresso di Lisbona; attenzione perchè se dite solo caffè vi portano quello lungo americano) e di fronte a voi questo magnifico e delizioso cestino di pasta sfoglia ancora fumante a base di uova. Impossibile non innamorarsene all’istante. In fondo a Rua Augusta c'è la Fabrica de Nata, una sorta di famosa catena che produce queste prelibatezze come fosse una catena di montaggio.



Ma se volete entrare a pieno nello spirito di Lisbona non potete non fare una colazione alla rinomata Confeitaria Nacional che produce le pasteis de nata secondo la tradizione. Un locale molto caratteristico alla fine di Rea da Prata (la via parallela alla principale Rua Augusta per intenderci).



E non si può non concludere un pasto con il tradizionale liquore di amarene: la Ginjinha, tipicissimo e immancabile soprattutto nelle taverne, da provare freddo o a temperatura ambiente, con o senza ciliegia, e per i più golosi si può richiedere in un bicchiere di cioccolato. Lo trovate praticamente ovunque ma c'è un posto in particolare dove io e il dottere ci fermavamo tutte le sere a due passi dal nostro albergo; un piccolissimo locale (così piccolo che non tiene più di 4 persone) ben curato e gestito da una ragazza molto simpatica ricavato sotto la scala che porta dalla Stazione di Rossio alla Praca do Rossio.


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Lisbona: alla scoperta del Chiado e del Bairro Alto

di danielac., pubblicato il giugno 15, 2017
Lisbona: alla scoperta del Chiado e del Bairro Alto
"Per me non esistono fiori in grado di reggere il confronto
con la varietà di colori che assume Lisbona alla luce del sole"
Fernando Pessoa

Lisbona è una città magnifica; vivace, dinamica, armoniosa, intensa a volte ambigua e complessa ma pur sempre splendida alla luce del sole che al mattino presto si riflette nel fiume Tago. Lisbona è una città elegante, ricca di fascino e di storia, desiderosa di farsi scoprire e ammirare; è una capitale disponibile e sorridente come le persone che la vivono, è malinconica e composta come le note del Fado che risuonano nei locali la sera, è una città che ha saputo rialzarsi dopo terremoti e incendi che l'hanno devastata nel profondo, Lisbona è l'esplosione di sapori e profumi dei pasteis de nata, del bacalhau, delle sardine e del vinho verde.


La bellezza di Lisbona è racchiusa nell'identità dei quartieri della città vecchia: Rossio, Chiado, Alfama, Bairro Alto e Baixa. Ogni angolo della città vecchia può essere tranquillamente visitato a piedi armandosi di scarpe comode per affrontare le salite che contraddistinguono questa capitale; ogni quartiere ha la sua connotazione fisica e culturale e perdersi è quasi impossibile. L'intera città è un perfetto equilibrio di antico e moderno (conseguenza della riqualificazione urbana in occasione di Expo 1998) e questo e visibile soprattutto nel Chiado e nella progetto delle Terrazze del Carmo ad opera dell'architetto portoghese Alvaro Siza, che hanno ridefinito un nuovo spazio urbano senza snaturare quello che la Chiesa e il Convento del Carmo sono stati in passato. 


La Chiesa o meglio dire le rovine della Chiesa del Carmo, che oggi accoglie un museo archeologico, lasciano senza parole; l'intera struttura in stile gotico è crolla durante il terremoto del 1755, subito l'anno successivo sono partiti i lavori per la ricostruzione che si sono però fermati nel 1834 lasciando così l'opera incompiuta: le navate e il transetto sono rimaste senza tetto e sono così ancora oggi. Le immagini non rendono l'idea, l'esperienza in questo caso va vissuta di persona.


Il nostro albergo, il Lisboa Pessoa Hotel, era situato proprio a ridosso di Lago do Carmo, una piccola piazzetta dove si affacciano ottimi ristoranti di pesce e un chiosco per l'aperitivo. La posizione strategica permette di raggiungere facilmente a piedi la stazione ferroviaria di Rossio, la Rua Augusta che porta direttamente a Praca do Comércio e tutte le principali attrazioni; come l'Elevador de Santa Justa, il simbolo di Lisbona dopo il ponte del 25 Aprile e i famosi tram gialli.


La struttura neogotica in ferro dei primi del '900 è conosciuta anche con il nome di El Grasciaro ed è senza dubbio una delle principali attrazione della città per la sua vista mozzafiato su tutta Lisbona. Si sale con un ascensore in legno e ferro battuto molto caratteristico e una volta in cima la città di apre sotto i nostri occhi in tutti il suo splendore.

Vista sui tetti della città vecchia
Vista su Praca do Rossio/Praca Dom Pedro IV
Vista sul Castelo De Sao Jorge
Vista sulla Sé Catedral
Vista sul fiume Tago e l'Arco di Augusto
Passeggiare tra le vie del Chiado e del Bairro Alto il pomeriggio tardi e la sera ha un grande fascino; queste sono le vie dello shopping in cui sono presenti tutti i più importanti marchi di moda internazionale ma anche piccole botteghe in cui trovare artigianato locale. Le pareti delle case sono ricoperte dalle famose piastrelle locali, Azulejos, declinate in tutte le sfumature del mare, un vero incanto (non smettevo di fotografare palazzi).


I ristoranti propongono cucina tipica (si dice che a Lisbona esistano 356 ricette per cucinare il baccalà, una per ogni giorno dell'anno) e in alcuni locali è possibile cenare accompagnati dalle note del Fado, la tipica musica popolare del Portogallo e della città di Lisbona, patrimonio dell'Unesco. Le parole raccontano per lo più di storie d'amore non sempre finite bene; la musica è malinconica, struggente e nostalgica: insomma, una canzone neomelodica napoletana, ma molto molto più triste. Un'esperienza assolutamente da provare; l'ideale sarebbe riuscire a scovare serate di Fado improvvisate, magari con l'aiuto di qualche autoctono che ci fa una soffiata, ma anche partecipare a cene organizzate in locali "turistici" ha il suo fascino; attenzione solo al conto che potrebbe essere un po' salato.

Spettacolo di Fado
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Muffin ai mirtilli

di danielac., pubblicato il giugno 06, 2017
Muffin ai mirtilli
Un classico dei classici: i muffin ai mirtilli. Li ho preparati ieri in una giornata di pioggia, quelle giornate estive che profumano di terra bagnata, dove stai bene con il golfino e accedere il forno è piacere; ma quando torna l'autunno?

Mi piace cucinare i muffin perchè e semplice e veloce e puoi metterci dentro tutta la tua fantasia, credo che non esista un ingrediente che non si possa accompagnare in un maffin, dolce o salato che sia, voi cosa dite? Avete qualche suggerimento da darmi?


Ingredienti per 6/8 muffin

125g di farina 00
60g di zucchero
1/2 bustina di lievito per dolci
1 uovo
40g di burro
125ml di latte
100g di mirtilli
un pizzico di sale

In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito e il pizzico di sale.
Far sciogliere leggermente il burro e aggiungerlo al composto secco. Continuando a mescolare gli ingredienti con la planetaria o a mano con una frusta, aggiungere anche l'uovo e il latte.

Lavare e infarinare leggermente i mirtilli prima di unirli al composto, in questo modo in cottura non si depositeranno sul fondo dei vostri maffin.

Versare il composto negli stampi per muffin riempiendoli per 3/4 e infornare a 180° per 20-25 minuti circa. Far raffreddare prima di togliere i muffin dallo stampo.

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