Cupcakes allo sciroppo d'acero e noci pecan

di danielac., pubblicato il settembre 25, 2016
Cupcakes allo sciroppo d'acero e noci pecan
Buongiorno autunno e ben arrivato!

L'ho già detto? Forse sì, mille volte dallo scorso 21 settembre ma non posso farci niente, io amo l'autunno. Finalmente è iniziata la stagione più bella dell'anno (a parte la settimana di Natale) con i suoi colori, la luce debole, gli ultimi timidi raggi di sole, le foglie secche che scricchiolano sotto i piedi, le zucche, le castagne, i funghi, i fichi. E ancora i primi maglioni caldi, il plaid sul divano, il tè alla cannella, il forno sempre acceso e il profumo delle torte appena sfornate. 

Per dare il ben tornato a questo autunno ho preparato qualche semplice cupcakes allo sciroppo d'acero e noci pecan, un'ottima merenda da gustare con le amiche e una tazza di tè fumante.


Ingredienti per 6 cupcakes

100g di farina 00
1/2 cucchiaio di lievito per dolci
40g di burro
50g di zucchero di canna
25g di sciroppo d'acero
40g di noci pecan
100ml di latte 
1 uovo
un pizzico di sale

Per la copertura: crema al burro

60g di burro
100g di zucchero a velo
1 cucchiaio di sciroppo d'acero

E' possibile sostituire la crema al burro con della semplice panna montata fresca o una glassa al limone fatta con 1 albume, lo zucchero a velo e del succo del limone.

Lavorare il burro ammorbidito con lo zucchero, lo sciroppo d'acero e un pizzico di sale finchè non risulterà spumoso. Incorporare l'uovo, la farina setacciata con il lievito e, a poco a poco, il latte. 
Tagliare grossolanamente le noci pecan al coltello e aggiungerle all'impasto.

Versare il composto nei pirottini da cupcakes fino a 2/3 della loro altezza e infornare a 180° per 20-25 minuti circa. Prima di sfornare fare sempre la prova stecchino per assicurarsi che i cupcakes siano pronti. Lasciare raffreddare completamente prima di decorare.

Per preparare la copertura di crema al burro, montare con le fruste elettriche il burro ammorbidito con lo zucchero a velo setacciato e incorporare lo sciroppo d'acero. Con una sac a poche con beccuccio a stella decorare i cupcakes mettendo in cima due noci pecan intere.

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San Vito Lo Capo e il Cous Cous Fest

di danielac., pubblicato il settembre 15, 2016
San Vito Lo Capo e il Cous Cous Fest
Una delle meravigliose località che ho avuto la fortuna di visitare e vivere nel mio viaggio siciliano è stata San Vito Lo Capo.

Appena atterrati a Palermo e recuperata la nostra macchina a noleggio ci siamo diretti verso nord alla volta di San Vito Lo Capo. Le aspettative, devo ammetterlo, erano alte; conosciuta anche come i Caraibi dell'Italia San Vito è proprio come la descrivono: uno splendore. Mare cristallino, sabbia bianca, sole caldo, case bianche e basse, fiori colorati e ancora le palme, il tramonto, le barche dei pescatori, la gente cordiale e il cibo eccellente. Un mix perfetto per una vacanza esotica a due passi da casa.


Almeno una volta nella vita bisogna passare per San Vito Lo Capo e godere delle bellezze che la circondano; visitare la vecchia tonnara è d'obbligo, una testimonianza di quello che fu la principale fonte di guadagno di un tempo, la pesca del tonno, e che ora grazie al FAI e a cittadini volenterosi tornerà a vivere. Non si può dire di essere stati a San Vito senza essere andati alla scoperta delle calette più suggestive camminando per la Riserva dello Zingaro. L'intero percorso dura quasi 6 ore (3 all'andata e 3 al ritorno) ma lo spettacolo che la natura regala ai nostri occhi ripaga ogni fatica.


Come al solito preferisco lasciar parlare le immagini che sanno raccontare meglio di me l'incanto di una piccola cittadina diventata famosa in tutto il mondo per il suo mare da cartolina.

L'inconfondibile Monte Cofano fa da sfondo a ogni foto e ancora il faro, i pescatori che alla mattina presto rientrano con il pescato del giorno e ancora i ristorantini sul mare, gli anziani seduti per strada davanti alle loro case, le lunghe passeggiate in bicicletta e il corso principale dove alla sera si riversa tutta la popolazione per far festa.

E a proposito di festa, inizia proprio oggi 16 settembre il Cous Cous Fest, l'evento per eccellenza della Sicilia nord-occidentale che richiama per una settimana intera gente da tutta la regione, da tutta la penisola e da tutto il mondo. San Vito Lo Capo, come tutto il trapanese, è famosa per il cous cous, un piatto povero preparato qui con pesce fresco.


Una festa di culture, sapori e civiltà che celebra il cous cous come piatto della pace. Numerosi gli appuntamenti al calendario che potete scoprire cliccando quiDieci giorni da vivere tra appassionanti gare gastronomiche, degustazioni, cooking show di chef stellati provenienti da tutto il mondo, lezioni di cucina per grandi e bambini, concerti di grandi artisti italiani e internazionali, talk show e momenti di approfondimento. 

Dove dormire:

B&B ARIA DI MARE
Uno splendida abitazione appena ristrutturata e gestita da una famiglia accogliente e disponibile. Le colazioni a base di torte appena sfornate, marmellate fatte in casa e cassatelle sono il vero valore aggiunto. A due passi dal mare e dal corso principale noi ci siamo sentiti come a casa.

Dove mangiare:

Ovviamente se siete a San Vito in occasione del Cous Cous Fest assaggiare ogni piatto cucinato per strada è quasi scontato ma per uno spuntino veloce c'è la panineria U Paninu in Via Santuario 73 di fronte alla spiaggia libera dove non mancano mai arancini grandi come bocce e cassatelle con ricotta e cioccolato.
Per una cena  tranquilla fronte mare a base di piatti tipici siciliani e trapanesi ma senza troppe pretese e con un buon rapporto qualità prezzo c'è 'A Lampara in Via Fratelli Maculati.
Se invece cercate un ristorante più formale c'è La Cambusa in Via Generale Arimondi 15, anche qui si mangia un ottimo pesce fresco, piatti tipici e pizza.

Insalata mediterranea di farro

di danielac., pubblicato il settembre 12, 2016
Insalata mediterranea di farro
Le prime foglie ingiallite che cadono dagli alberi, il sole che tramonta sempre prima e i raggi di sole che si fanno via via sempre più timidi mi ricordano che l'estate è agli sgoccioli.

Settembre sta passando più in fretta del previsto e se da una parte sono felice dell'arrivo dell'autunno (la mia stagione del cuore), dall'altra voglio godermi gli ultimi pranzi all'aperto e gli aperitivi in terrazza con gli amici fino all'ultimo respiro.

La ricetta di oggi per la rubrica #laricettadellunedì è una semplice e gustosa insalata di farro dai sapori mediterranei, strizza ancora l'occhio all'estate e servita in un bicchiere da Martini è un'idea originale per un aperitivo settembrino.


Ingredienti
(le quantità sono da dosare a piacere)

Farro perlato
pomodorini Pachino
basilico
capperi sotto sale
buccia di limone non trattato
olio EVO
sale
pepe

Il procedimento per preparare questa fresca insalata di farro è davvero semplice e veloce.

Per prima cosa bisogna cuocere il farro in abbondante acqua salata secondo le indicazione che ci sono sulla confezione che avete acquistato.
Una volta cotto scolare il farro, metterlo in una terrina di vetro e condirlo con un filo d'olio extravergine d'oliva. 

Mentre il farro si raffredda lavare e tagliare i pomodorini Pachino in 4 e privarli dei semini e della polpa interna. A noi servirà in pratica solo la buccia che taglieremo a cubetti.
Dissalare i capperi sotto l'acqua corrente e lavare una generosa manciata di basilico fresco.

A questo punto non ci resta che assemblare il piatto. Aggiungere al farro i pomodorini tagliati, i capperi e il basilico spezzettato grossolanamente con le mani (per non farlo ossidare e annerire), completare con una grattata di buccia di limone non trattato.

Aggiungere ancora dell'olio extravergine d'oliva e aggiustare di sale e pepe se necessario. Mescolare con cura, coprire con della pellicola trasparente e riporre in frigorifero a riposare per almeno 4/6 ore prima di servire; se mangiata il giorno dopo, ancora meglio! 

Questa insalata di farro, con l'aggiunta di una scatoletta di tonno o del formaggio a cubetti, è anche un'ottima schiscetta da portare in ufficio.


L'idea in più sta nel servire agli ospiti una porzione di insalata di farro in una coppa da Martini guarnendo il bicchiere con del basilico fresco o una buccia di limone decorativa. E' una trovata insolita e originale per un aperitivo di fine estate da trascorre in terrazzo con gli amici, tra risate e cocktail ghiacciati magari ricordando il tempo trascorso in vacanza e, perchè no, programmando il prossimo viaggio da fare insieme.


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Pollo agli anacardi con salsa di soia

di danielac., pubblicato il settembre 05, 2016
Pollo agli anacardi con salsa di soia
Il piatto che vado a preparare oggi per la rubrica #laricettadellunedì è veloce e semplice come questo post perchè oggi, lunedì 5 settembre, è come se fosse per me il primo giorno di scuola se non addirittura il primo giorno dell'anno e mi aspetta tanto tanto lavoro.

Ho mille cose da sbrigare e come se non bastasse ho ben pesato di ri-arredare il mio studio (ma di questo vi parlerò più avanti) sommersa da mail in arretrato, nuovi progetti, vecchi contratti, smalti, tinte per muro, rulli e scatoloni; ho bisogno di un'idea veloce e pratica per il pranzo. Ed eccola qua: pollo agli anacardi con salsa di soia.

In casa mia il pollo non manca mai, è il mio salva cena ed è anche una delle poche carni che mangio volentieri; è versatile e con il pollo in cucina non ci si annoia mai.


Ingredienti per 2 persone

300g di pollo 
30g di anacardi
1 tazzina da caffè di salsa di soia
1 cucchiaino da caffè di miele
farina di riso (o in alternativa la farina bianca)
olio di semi

Tagliere il pollo a bocconcini e infarinarlo leggermente nella farina di riso per rendere l'impanatura più leggera o, se non l'avete, va benissimo anche la farina bianca. In una terrina mescolare la salsa di soia con il miele.

In una padella antiaderente tostare gli anacardi con un filo d'olio di semi (a seconda delle vostre preferenze gli anacardi potete lasciarli interi oppure tritarli al coltello grossolanamente), aggiungere il pollo e farlo rosolare qualche minuto prima di unire anche la salsa di soia con il miele. Completare la cottura e se necessario aggiungere dell'acqua. 

Il pollo cotto dovrà risultare dorato e lucido. Servire con del riso basmati bollito a parte o un'insalata mista e germogli di soia. Veloce, no?


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Io amo mangiare questo piatto vagamente orientale (e dico vagamente perchè in oriente non cucinano certo così il pollo agli anacardi) con le bacchette di legno e perchè no, magari accompagnandolo con una birra cinese fresca.


Favignana in un giorno e in bicicletta (elettrica)

di danielac., pubblicato il agosto 31, 2016
Favignana in un giorno e in bicicletta (elettrica)
E' il 15 agosto, sono le 8:30 del mattino, il sole splende e non ci sono nuvole all'orizzonte; un aliscafo ci porterà in soli 30 minuti sulla più grande (e forse la più conosciuta e frequentata) delle isole Egadi. Chiunque ci ha sconsigliato di visitare l'isola di Favignana il giorno di ferragosto: "Troppa gente, non riuscirete a godere delle bellezze dell'isola"; ma la tabella di marcia del nostro viaggio siciliano non ci lascia altra scelta e così decidiamo di salpare ugualmente; ottimisti ed entusiasti.

Favignana è ancora oggi una delle principali località dove si pratica la pesca del tonno, famosa infatti è la tonnara che accoglie i visitatori appena sbarcano al porto. Prima di dirigerci qui noleggiamo le biciclette elettriche che ci accompagneranno per tutto il giorno alla scoperta di questa magnifica isola a forma di farfalla. Non è difficile trovare un posto dove noleggiare bici o scooter, sia in porto che appena fuori, i negozi si susseguono uno dopo l'altro.


L'isola è per lo più pianeggiante, solo al centro spunta il Monte Santa Caterina sulla cui sommità si trova un'antica fortezza. Dalla costa un tempo veniva estratto il tufo, oggi ne rimangono a testimonianza le bizzarre forme di queste cave a ridosso sul mare che formano meravigliose insenature e piccole calette tutte da scoprire.

L'intento della giornata è quello di visitare le calette più famose, belle e suggestive dell'isola di Favignana, fare il bagno in ognuna di esse, godere del sole e del panorama, fare più foto possibili, imprimere ricordi indelebili nella mente ed essere in porto per le 18:00, ora di partenza del nostro aliscafo per Trapani. Beh...intento riuscito!

Il commercialista e le nostre biciclette con pedalata assistita. Non sembra un vero boss con quella coppola?

Prima tappa la Tonnara Florioufficialmente denominata Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo oggi museo. Ad accompagnarci nel viaggio il vecchio custode che ancora oggi passa le sue giornate all'interno della tonnara cantando gli stessi ritornelli che un tempo venivano inneggiati durante la mattanza e accogliendo i turisti a braccia aperte come fosse casa sua, tanto è profondo e indissolubile il legame degli isolani con la tonnara e la famiglia Florio.


Seconda tappa Cala Burrone. In bicicletta, lasciato il porto e il paese alle spalle, Cala Burrone è la prima spiaggia di sabbia bianca e fine che si incontra ed è forse l'unica spiaggia in tutta l'isola facilmente raggiungibile e accessibile a tutti (bambini compresi) e per questo motivo anche la più frequentata e caotica.


Terza tappa Cala Azzurra, la più conosciuta. Un'insenatura molto bella con acqua cristallina e una piccola spiaggetta (minuscola direi) raggiungibile scendendo molto agilmente una scogliera non particolarmente ripida. Cala Azzurra non dista molto dal centro abitato e da Cala Burrone.


Quarta tappa Cala Bue MarinoE’ senza dubbio una delle più suggestive discese al mare di Favignana, con fondali splendidi e profondi. Qui sono molto evidenti gli scavi nella roccia per estrarre il tufo che ne caratterizzano l'architettura. L'ideale è tuffarsi direttamente in mare da uno degli scogli, più difficoltosa la risalita. Io ovviamente sono rimasta a guardare; panorama suggestivo ma scogliera decisamente non alla mia portata.


Quinta ed ultima tappa Cala Rossa, senza alcun dubbio il mare più bello che io abbia mai visto. Cala Rossa prende il nome dal sangue che ne colorò le acque durante le guerre puniche. Il mare qui si lascia ammirare dall'alto di una ripida scogliera in tutto il suo splendore prima di essere raggiunto da una discesa molto lunga e a tratti difficoltosa; io stessa devo ammettere che in certi punti ho sofferto di attacchi di panico e vertigini. 
Contemplare il panorama è d'obbligo e non è difficile rimanere senza parole davanti alla bellezza di questo luogo. Il mare è cristallino, limpido, con sfumature che vanno dal blu più profondo al verde smeraldo e gli scogli piatti sono l'ideale per prendere il sole. 
Per arrivarci da Cala Bue Marino è necessario pedale parecchio e spesso su strade sterrate, per questo munirsi di bici elettrica è l'ideale, ma ne vale decisamente la pena; fare il bagno in queste acque è un'esperienza unica; una volta superata la barriera di scogli si apre una distesa di sabbia bianca e il fondale, prima profondo, si fa di nuovo basso e lo stupore aumenta quando, appoggiando i piedi, tocchi e ti domandi come questo sia possibile.


PH Love.Life.Lunch. 2016 tutti i diritti riservati

Per visitare tutta l'isola di Favignana e viverla a pieno ci vuole più di un giorno; mancano ancora all'appello Cala Rotonda, Punta Sottile dominata dal faro, Cala Faraglioni, Cala del Pozzo e lo Scalo Cavallo oltre al paese stesso che è molto suggestivo e caratteristico. Oltre alla bicicletta o al motorino, un altro modo per visitare le calette più belle e importanti dell'isola di Favignana è in barca. E' possibile infatti prenotare una giornata su qualche caratteristica imbarcazione e scoprire le bellezze di questo luogo direttamente dall'elemento che la contraddistingue e la rende famosa in tutto il mondo: il mare.



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