Art Therapy Book: colorare per combattere lo stress

di danielac., pubblicato il luglio 12, 2016
Art Therapy Book: colorare per combattere lo stress

Colorare non è più solo prerogativa dei più piccoli. Da qualche tempo sembra che l'arte di colorare sia diventata per gli adulti una tecnica efficace per combattere lo stress quotidiano. Almeno così dicono gli esperti. 

La vendita di libri da colorare per adulti in Europa e soprattutto in Inghilterra è una moda consolidata e sembra che anche l'Italia si stia adeguando al fenomeno. Ma sarà poi vero che questi libricini abbiano tutti questi poteri taumaturgici? Io ho voluto provare di persona e qualche settimana fa ho comprato il mio primo Art Therapy Book.


In commercio esistono innumerevoli libri da colorare per adulti con altrettanti innumerevoli soggetti. Dalle farfalle ai pesci del mare, dai giardini alle foreste incantate e se non vi piacciono le atmosfere bucoliche potete sempre optare per la moda, le città o i classici mandala, disegni concentrici di origine indiana.

A me piace molto colorare (ma il mio giudizio è di parte, ho frequentato il liceo artistico e ho sempre disegnato per passione) lo trovo un modo creativo e poco costoso per rilassare la mente, libera dai pensieri perchè concentra tutta la nostra attenzione sul particolare da colorare e l'utilizzo dei colori mette sempre tanta allegria. Come per tutte le attività per vederne i benefici bisogna avere pazienza e soprattutto ritagliarsi del tempo, anche poco, per praticare ogni giorno. 

Provare per credere. Dopo tutto è l'unica terapia che non ha effetti collaterali!




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Insalata greca

di danielac., pubblicato il luglio 09, 2016
Insalata greca
Estate, tempo di insalate!

Fresche, gustose, veloci ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i palati. Ci sono insalate che profumano di mare, altre che racchiudono il sapore dei boschi di montagna altre ancora sono legate ad un ricordo, ad una città, ad un posto lontano.

Come l'insalata che vi racconto oggi, forse la più conosciuta e amata; scommetto che tutti l'avete mangiata almeno una volta! E' un'insalata che sa di vacanze, di case bianche dalle porte blu, di fiori freschi e vento che muove tende di lino alle finestre, è l'insalata greca.




Ingredienti

pomodori
cetrioli
olive nere
cipolla bianca
feta 
olio EVO
sale
pepe
origano

Le dosi? Q.b. oppure andate a occhio, dipende da quante persone avete a cena! Il procedimento? Tagliate tutti gli ingredienti a pezzetti e disponeteli su un piatto da portata. Io ho utilizzato questo bellissimo piatto dipinto a mano eredità della nonna del commercialista. Nessuno conosce le sue origini e forse poco importa; a me piace tanto e lo uso spesso forse perchè mi ricorda il mare blu della Grecia.

Vi propongo anche una variante, anzi due, sostituendo alcuni ingredienti con peperoni o melanzane grigliate. Lo so, non si tratta più di insalata greca ma è ugualmente molto buona.




Ingredienti

Insalata mista
cetrioli
feta
peperoni o melanzane
olio EVO
sale
pepe
origano

Anche in questo caso non ci sono dosi precise. Il mio consiglio riguarda la cottura dei peperoni e delle melanzane. I peperoni, se vi piacciono, potete tagliarli a listarelle e metterli nell'insalata crudi oppure scottarli leggermente in padella per renderli più digeribili le melanzane bisogna invece grigliarle e, una volta raffreddate, vanno tagliate e aggiunte all'insalata.

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Un weekend a Istanbul tra occidente e oriente

di danielac., pubblicato il luglio 01, 2016
Un weekend a Istanbul tra occidente e oriente
Sono passati tre giorni dal vile attacco all'aeroporto Ataturk di Istanbul e non riesco a non pensare a questa meravigliosa città, la megalopoli sui mari divisa tra oriente e occidente e unita da un lungo ponte. Istanbul, la Costantinopoli capitale dell'impero romano d'oriente, è ora centro culturale e commerciale del paese pur non essendo più capitale. Città viva, moderna, dall'identità unica in cui convivono popoli appartenenti a culture e religioni diverse.

Non voglio entrare nel merito di quello che è successo perchè non ci sono parole o giustificazioni e questo mio spazio vuole essere momento di svago e ispirazione per chi mi legge. Ma l'ennesimo attentato alla libertà da parte di chi pensa di essere libero mentre invece è prigioniero di un'ideologia malata mi fa pensare a quanto tutto questo terrore non avrà mai la meglio sulla nostra vita; sulla mia vita. 

Penso a Istanbul, città che ho avuto da sempre il desiderio di visitare e dove sono stata due anni fa, penso alla storia e a tutto quello che ha vissuto nell'ultimo periodo, penso alle persone e soprattutto ai giovani come me che la vivono quotidianamente per studio o per lavoro, ripenso a quel ponte sul Bosforo e lo immagino come una mano tesa vero il prossimo. Perchè non siamo capaci di vivere in pace?

Ripenso anche al mio mio viaggio, o meglio dire la mia tappa. Sì perchè a Istanbul ci sono arrivata via mare su una nave da crociera MSC. Un giorno non è sufficiente per vistare qualsiasi città, figuriamoci una come Istanbul, ma basta per farsi un'idea delle attrazioni più importanti e, turisticamente parlando, più frequentate. Quello che manca in un giorno è poter immergersi nelle strade e farsi trasportare dalla corrente, perdersi tra la gente del posto, perdere tempo a osservare la vita degli altri e soprattutto scoprire un nuova cultura e una una città attraverso il cibo (la parte che preferisco di ogni mio viaggio).

Vi lascio con qualche immagine dei luoghi più significativi da non perdere assolutamente se passate per Istanbul: dalla Moschea del Sultamo Ahmet meglio conosciuta come Moschea Blu per i suoi meravigliosi mosaici, alla Basilica di Santa Sofia il monumento più famoso e importante della città riconosciuto in tutto il mondo per la sua gigantesca cupola, apice dell'architettura bizantina. Se siete da quelle parti non potete non andare a visitare la Cisterna Basilica e il suo colonnato, la più grande opera dell'imperatore Giustiniano realizzata nel 500 circa e anche la più grande e meglio conservata di Istanbul; uno spettacolo che lascia senza parole!
Alba su Istanbul - da sinistra la Moschea Blu e la Basilica di Santa Sofia
Minareto - particolare della Mosche Blu
Moschea Blu - gli splendidi mosaici da cui prende il nome
Moschea Blu - particolare - i maestosi lampadari
Basilica di Santa Sofia
La Basilica di Santa Sofia è stata un chiesa cristiana e poi una moschea ora è un museo
Basilica di Santa Sofia - particolare
La Cisterna Basilica e il suo favoloso colonnato
E ancora è d'obbligo passare il ponte sul Bosforo e mettere piede su un altro continente. Come tutti sanno Istanbul è una capitale a cavallo tra due continenti, Europa e Asia, e con un breve viaggio in taxi o in bus è possibile passare da una parte all'altra in pochi minuti. 

E' ora di pranzo e la città offre molte alternative; dal classico kebab alla cucina mediorientale; se non avete problemi di glicemia dovete assolutamente assaggiare il dolce tipico turco: il locum golosi dolcetti profumati alla rosa che arrivano dalla tradizione araba, gommosi e molto molto dolci; da accompagnare all'ancora più tipico caffè turco o una tazza di tè alla mela.
Il ponte sul Bosforo, sullo sfondo la parte asiatica della città di Istanbul
Ultima tappa, dopo un breve giro al Gran Bazar, il famoso mercato coperto di Istanbul è Palazzo Topkapi, un immenso e maestoso edificio residenza per secoli del sultano. Dimenticate lo spazio razionale dei palazzi europei e lasciativi trasportare dall'atmosfera da mille e una notte che si respira in ogni angolo. Purtroppo è uno dei luoghi più visitati della città ed è sempre invaso da migliaia di turisti ma una visita è d'obbligo quindi, armativi di tanta pazienza.
Palazzo Topkapi - l'ingresso
Palazzo Topkapi - particolare del portone d'ingresso
Palazzo Topkapi - uno dei cortili interni
Palazzo Topkapi - particolare della porta della felicità
Lascio questa magnifica città con la certezza di tornare, perchè finchè anche solo uno di noi prenderà un aereo e continuerà a viaggiare alla scoperta di questo mondo bellissimo allora nessuna ideologia avrà mai la meglio sulla libertà.

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Gnocchi rosa

di danielac., pubblicato il giugno 09, 2016
Gnocchi rosa
Giugno è iniziato alla grande ovvero con una bella influenza che ancora non mi vuole lasciare. Dopo due giorni di febbre da cavallo sono partita per il mare nella speranza che la maledetta trovasse un corpo più ospitale da abitare e invece niente, me la sono riportata a casa e ora sono l'azionista di maggioranza della Tempo.

Ma questi primi 10 giorni di giugno non sono stati solo questo. Ho rivisto parenti lontani dopo tanti anni, ho ri-assaporato cibi e profumi tipici della terra abruzzese, ho riso e mi sono emozionata, ho concluso con successo un evento a cui tenevo molto, ho attraversato mezza Lombardia per proporre un nuovo progetto di lavoro (incrociamo tutti le dita) e ho cucinato contro il grigiume milanese degli gnocchi rosa, anzi quasi fuxia, con la barbabietola.


Inutile dire che amo sia gli gnocchi che il colore rosa; mi mettono allegria. Prepararli è molto semplice basta munirsi di patate, una barbabietola già cotta che si recupera facilmente in qualsiasi supermercato e il gioco è fatto. Bisogna solo stare attenti che la barbabietola macchina, e parecchio, quindi non cucinate con la camicetta bianca!!!


Ingredienti per 2 persone

500g di patate 
1 barbabietola già cotta
1 uovo
150g di farina più quella per impastare
sale

Per il condimento

burro, salvia e grana padano q.b.

Lessare le patate in abbondante acqua salata per circa 20 minuti. Raffreddare le patate sotto l'acqua corrente e schiacciarle con uno schiacciapatate senza togliere la buccia. Nel frattempo in un mixer ridurre la barbabietola in purea.


In una ciotola impastare le patate schiacciate con la barbabietola, l'uovo, il sale e la farina. Finire di impastare su una spianatoia in legno o su una superficie pulita leggermente infarinata. Formare dei salsicciotti e ricavare degli gnocchi possibilmente tutti della stessa misura. 

Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata e scolarli con una schiumarola appena vengono a galla. In una ciotola e condirli con il burro fuso e la salvia. Aggiungere il formaggio grana a piacere. 

Il colore è fantastico, caldo e invitante.

Buon appetito!D.





Dubai in 4 giorni

di danielac., pubblicato il maggio 02, 2016
Dubai in 4 giorni
Uomini vestiti con lunghe tuniche bianche e sulla testa quella che noi chiamiamo impropriamente kefiah ma che in realtà ha diversi nomi a seconda della zona in cui ci si trova; e donne che invece vestono completamente di nero e indossano il niquab lasciando intravedere a volte solo gli occhi a volte tutto il viso, siamo negli Emirati Arabi e più precisamente a Dubai, forse uno dei più piccoli quanto ricchi e vigorosi stati che compongono i 7 Emirati.

Dopo 6 ore di volo e 2 di fuso orario atterriamo da Malpensa al mega aeroporto di Dubai per passare 4 giorni tra grattacieli, mare, grandi mall e vecchi souq. Sono le 6 del mattino e nonostante sia solo 23 aprile l'aria è già calda (che bello) ma non ancora così umida come lo sarà fra qualche mese quando sarà impossibile girare per la città. 

Ad accoglierci, insieme al sole, una città caotica e all'apparenza moderna, macchine di lusso, strade infinite a 4 e più corsie e il mare sullo sfondo. Da qualche parte là fuori c'è anche il deserto ma in questi pochi giorni non c'è tempo di visitarlo come si deve e lo lasciamo solo all'immaginazione. Destinazione Palm Jumeirah, la famosa isola artificiale a forma di palma, dove c'è il nostro resort e dove passeremo l'intera giornata; abbiamo bisogno di riposare e ricaricare le batterie.
Pranzo in riva al mare, Palm Jumeirah, con vista sull'Internet City
Tramonto su Palm Jumeirah

I giorni seguenti li passeremo in giro per la città. Visitare Dubai in 4 giorni è possibile vi consiglio però di non soggiornare sulla "palma" ma a Dubai Marina per accorciare i tempi degli spostamenti che sono già di per sé molto lunghi. Se invece alla scoperta di Dubai volete aggiungere una gita nel deserto magari con pernottamento in una tenda e una visita ad Abu Dhabi allora è meglio fermarsi qualche giorno in più.

Prima tappa la Jumeirah Mosque l'unica moschea aperta anche ai non musulmani dove ogni mattina alle 10.00 in punto parte una visita guidata alla scoperta della cultura araba.

Dubai Mosque
Dubai Mosque

Seconda tappa Deira, lungo la sponda settentrionale del Bur Dubai Creek che attraverseremo in serata per una cena su una delle imbarcazioni di legno tipiche: il sambuco. Questo quartiere è il più antico di Dubai anche se non c'è da aspettarsi tanta storia e tanta archeologia da questa città ma la gente che vi abita è vera e per le strade si sente ancora il richiamo alla preghiera, il profumo delle spezie, il vociferare degli ambulanti. Due passi nei souq soprattutto quello dell'oro, qualche acquisto e poi di nuovo in taxi verso il Burj Al Arab, il famoso palazzo a forma di vela simbolo della città di Dubai.

L'ingresso del Gold Souq

Oro e spezie tra le vie dei souq

Barche sul Creek trasportano persone e merci

A seguire visita a Medinat Jumeirah una piccola "Venezia araba" solcata da canali, l'ennesimo tentativo di creare un mondo artificiale (un po' come l'80% delle strutture in questa città) pranzo in un ristorante libanese per concludere la giornata al Mall of the Emirates dove all'interno c'è la Ski Dubai, la famosa e paradossale pista da sci al coperto.

Burj Al Arab

Ski Dubai all'interno del Mall of the Emirates

Il giorno dopo la salita la Burj Khalifa è d'obbligo. Simile nella forma a un razzo spaziale è il grattacielo più alto del mondo e la vista a 360° sullo skyline della città è mozzafiato. L'ora più gettonata (e anche la più cara, 55 euro circa a testa) per salire è, neanche a dirlo, quella del tramonto; ai piedi le Dubai Fountain che danzano a ritmo di musica come in una piccola Las Vegas. Il Burj Khalifa si trova nella Downtown Dubai nel cuore del distretto finanziario; qui anche il Dubai Mall, altro centro commerciale dalle dimensioni stratosferiche che contiene ogni tipo di negozio, ristorante, una pista di pattinaggio, i resti di un vero dinosauro e l'imperdibile Dubai Aquarium e l'Underwater Zoo

Vista del Burj Khalifa di giorno e di notte
Vista della città dal 125esimo piano del Burj Khalifa

Vista della città dal 125esimo piano del Burj Khalifa

Tramonto sul Golfo Persico e sullo sfondo The World le isole artificiali che rappresentano il Mondo

Tramonto sul Golfo Persico e sullo sfondo The World le isole artificiali che rappresentano il Mondo
All'interno del Dubai Aquaruim

All'interno del Dubai Aquarium
Dubai Aquaruim e Dubai Dino all'interno del Mall Dubai

Centro commerciale Mall of the Emirates

Sambuco tipica imbarcazione in legno lungo il Creek
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Dubai è una città che o la ami o la odi. Troppo spesso viene definita finta, eccessiva, esagerata, senza passato, dedita al lusso più sfrenato e insensibile verso qui paesi confinanti in perenne conflitto. Da una parte è vero ma il caldo emirato affacciato sul Golfo Persico è anche altro. 

E' la città vecchia dove la gente vive a ritmo più lento, è il profumo delle spezie e il colore delle stoffe, è la shisha (qui infatti non si chiama narghilè) che si fuma durante i pasti, è il sole caldo quando da noi fa ancora freddo e sono i pesci che ti nuotano tra le gambe come in una danza. E ancora il tramonto, l'ospitalità di un popolo e i sapori decisi della cucina mediorientale, sono gli occhi neri, fieri e profondi delle donne arabe. 

Io l'ho amata come amo ogni singolo viaggio che faccio, l'importante è partire senza pregiudizi con la mente libera e lo spirito di chi è pronto ad accogliere senza aspettarsi molto per rimanere piacevolmente stupiti da quello che anche una città come Dubai ha da offrire.

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