Dubai in 4 giorni

di danielac., pubblicato il maggio 02, 2016
Dubai in 4 giorni
Uomini vestiti con lunghe tuniche bianche e sulla testa quella che noi chiamiamo impropriamente kefiah ma che in realtà ha diversi nomi a seconda della zona in cui ci si trova; e donne che invece vestono completamente di nero e indossano il niquab lasciando intravedere a volte solo gli occhi a volte tutto il viso, siamo negli Emirati Arabi e più precisamente a Dubai, forse uno dei più piccoli quanto ricchi e vigorosi stati che compongono i 7 Emirati.

Dopo 6 ore di volo e 2 di fuso orario atterriamo da Malpensa al mega aeroporto di Dubai per passare 4 giorni tra grattacieli, mare, grandi mall e vecchi souq. Sono le 6 del mattino e nonostante sia solo 23 aprile l'aria è già calda (che bello) ma non ancora così umida come lo sarà fra qualche mese quando sarà impossibile girare per la città. 

Ad accoglierci, insieme al sole, una città caotica e all'apparenza moderna, macchine di lusso, strade infinite a 4 e più corsie e il mare sullo sfondo. Da qualche parte là fuori c'è anche il deserto ma in questi pochi giorni non c'è tempo di visitarlo come si deve e lo lasciamo solo all'immaginazione. Destinazione Palm Jumeirah, la famosa isola artificiale a forma di palma, dove c'è il nostro resort e dove passeremo l'intera giornata; abbiamo bisogno di riposare e ricaricare le batterie.
Pranzo in riva al mare, Palm Jumeirah, con vista sull'Internet City
Tramonto su Palm Jumeirah

I giorni seguenti li passeremo in giro per la città. Visitare Dubai in 4 giorni è possibile vi consiglio però di non soggiornare sulla "palma" ma a Dubai Marina per accorciare i tempi degli spostamenti che sono già di per sé molto lunghi. Se invece alla scoperta di Dubai volete aggiungere una gita nel deserto magari con pernottamento in una tenda e una visita ad Abu Dhabi allora è meglio fermarsi qualche giorno in più.

Prima tappa la Jumeirah Mosque l'unica moschea aperta anche ai non musulmani dove ogni mattina alle 10.00 in punto parte una visita guidata alla scoperta della cultura araba.

Dubai Mosque
Dubai Mosque

Seconda tappa Deira, lungo la sponda settentrionale del Bur Dubai Creek che attraverseremo in serata per una cena su una delle imbarcazioni di legno tipiche: il sambuco. Questo quartiere è il più antico di Dubai anche se non c'è da aspettarsi tanta storia e tanta archeologia da questa città ma la gente che vi abita è vera e per le strade si sente ancora il richiamo alla preghiera, il profumo delle spezie, il vociferare degli ambulanti. Due passi nei souq soprattutto quello dell'oro, qualche acquisto e poi di nuovo in taxi verso il Burj Al Arab, il famoso palazzo a forma di vela simbolo della città di Dubai.

L'ingresso del Gold Souq

Oro e spezie tra le vie dei souq

Barche sul Creek trasportano persone e merci

A seguire visita a Medinat Jumeirah una piccola "Venezia araba" solcata da canali, l'ennesimo tentativo di creare un mondo artificiale (un po' come l'80% delle strutture in questa città) pranzo in un ristorante libanese per concludere la giornata al Mall of the Emirates dove all'interno c'è la Ski Dubai, la famosa e paradossale pista da sci al coperto.

Burj Al Arab

Ski Dubai all'interno del Mall of the Emirates

Il giorno dopo la salita la Burj Khalifa è d'obbligo. Simile nella forma a un razzo spaziale è il grattacielo più alto del mondo e la vista a 360° sullo skyline della città è mozzafiato. L'ora più gettonata (e anche la più cara, 55 euro circa a testa) per salire è, neanche a dirlo, quella del tramonto; ai piedi le Dubai Fountain che danzano a ritmo di musica come in una piccola Las Vegas. Il Burj Khalifa si trova nella Downtown Dubai nel cuore del distretto finanziario; qui anche il Dubai Mall, altro centro commerciale dalle dimensioni stratosferiche che contiene ogni tipo di negozio, ristorante, una pista di pattinaggio, i resti di un vero dinosauro e l'imperdibile Dubai Aquarium e l'Underwater Zoo

Vista del Burj Khalifa di giorno e di notte
Vista della città dal 125esimo piano del Burj Khalifa

Vista della città dal 125esimo piano del Burj Khalifa

Tramonto sul Golfo Persico e sullo sfondo The World le isole artificiali che rappresentano il Mondo

Tramonto sul Golfo Persico e sullo sfondo The World le isole artificiali che rappresentano il Mondo
All'interno del Dubai Aquaruim

All'interno del Dubai Aquarium
Dubai Aquaruim e Dubai Dino all'interno del Mall Dubai

Centro commerciale Mall of the Emirates

Sambuco tipica imbarcazione in legno lungo il Creek
PH Love.Life.Lunch. 2016 tutti i diritti riservati

Dubai è una città che o la ami o la odi. Troppo spesso viene definita finta, eccessiva, esagerata, senza passato, dedita al lusso più sfrenato e insensibile verso qui paesi confinanti in perenne conflitto. Da una parte è vero ma il caldo emirato affacciato sul Golfo Persico è anche altro. 

E' la città vecchia dove la gente vive a ritmo più lento, è il profumo delle spezie e il colore delle stoffe, è la shisha (qui infatti non si chiama narghilè) che si fuma durante i pasti, è il sole caldo quando da noi fa ancora freddo e sono i pesci che ti nuotano tra le gambe come in una danza. E ancora il tramonto, l'ospitalità di un popolo e i sapori decisi della cucina mediorientale, sono gli occhi neri, fieri e profondi delle donne arabe. 

Io l'ho amata come amo ogni singolo viaggio che faccio, l'importante è partire senza pregiudizi con la mente libera e lo spirito di chi è pronto ad accogliere senza aspettarsi molto per rimanere piacevolmente stupiti da quello che anche una città come Dubai ha da offrire.

Rotolo Pasquale al salmone con ricotta al profumo di limone

di danielac., pubblicato il marzo 26, 2016
Rotolo Pasquale al salmone con ricotta al profumo di limone
La tradizione, la mia almeno, vuole che il giorno dopo Pasqua, meglio conosciuto con il nome di Pasquatta, lo si passi in compagnia degli amici al parco grigliando chili di carne e bevendo fiumi di birra. Ecco. Io ne bevo birra ne mangio chili di carne, ma tranquilli non sono una santa ho anche io i miei peccati di gola!

Mi piace molto questo giorno dell'anno perchè è il primo vero rituale di benvenuto alla primavera. E' il primo pranzo all'aperto (meteo permettendo), la natura si risveglia e il sole scalda gli animi e i visi pallidi dell'inverno appena passato. Si mangia si chiacchiera si gioca a pallone o ai più tradizionali giochi di società, come trivial pursuit, fino a quando la luce ci permette di vedere ancora il colore della nostra pedina. E' un rituale di passaggio verso una nuova stagione (la più bella a mi avviso) e io amo i rituali; danno solennità al tempo che passa.

Detto questo, senza divagare molto, voglio proporvi un piatto veloce, buono da mangiare anche freddo il giorno dopo e pratico da portare con voi al pic- nik di Pasquetta: il rotolo con salmone, zucchine, radicchio e ricotta al profumo di limone.




Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia già pronta
300g di salmone affumicato tagliato sottile
1 zucchina grande
1 radicchio rosso
150g di ricotta vaccina
scorza di 1/2 limone non trattato
1 uovo
olio EVO
sale
pepe
zucchero di canna
semi di papavero

Per prima cosa accender il forno a 200°.

Lavare e tagliare il radicchio. Lavare e tagliare la zucchina a fette abbastanza sottili. Cuocere il radicchio in una padella con un filo d'olio extravergine d'oliva, sale e pepe e una punta di zucchero di canna (facoltativo) per qualche minuto; nel frattempo grigliare leggermente le fette di zucchina su una piastra ben calda.

In una ciotola lavorare la ricotta vaccina con il sale, il pepe e la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato.

Stendere la pasta sfoglia su una leccarda da forno utilizzando la carta nella quale era avvolta. A questo punto stendere le fette di salmone affumicato sulla pasta sfoglia facendo attenzione a lasciare qualche centimetro dal bordo.

Spalmare la ricotta al profumo di limone sul salmone e continuare ad assemblare il rotolo con le fette di zucchine disposte per il lungo e la il radicchio (vedi foto sotto).

Arrotolare la pasta facendo attenzione a non romperla e chiuderla ai lati ripiegando la pasta su se stessa come fosse uno strudel; spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e cospargere con i semi di papavero.

Informare per 25-30 minuti circa e servire il rotolo tiepido tagliato a fette o freddo il giorno dopo, sarà ancora più buono e...














Salsa guacamole

di danielac., pubblicato il marzo 20, 2016
Salsa guacamole
Avocado, frutto esotico dalle mille proprietà. Io ne vado letteralmente matta.
Mangerei avocado tutti i giorni, in tutti i modi, in salsa, in insalata, sopra una fetta di pane di segale condito solo con olio, sale e limone...insomma vivrei d'avocado.


L'avocado ha una forma a pera con la buccia esterna ruvida di colore verde scuro che racchiude una polpa gialla cremosa e un grande nocciolo centrale. Spesso le amiche mi chiedono come capire quando un avocado è maturo e pronto da mangiare. Semplice, basta premerlo leggermente e se la polpa cede alla pressione delle dita allora è maturo al punto giusto.

Poichè una volta tagliato si ossida a contatto con l'aria, consiglio di prepararlo all'ultimo momento spruzzandolo con del succo di lime o di limone. L'avocado va mangiato crudo perchè con la cottura diventa un pochino amaro ma soprattutto perchè così facendo mantiene intatte tutte le sue proprietà nutritive.

Mangiare avocado fa molto bene perchè è privo di colesterolo ma ricco di grassi monoinsaturi (quelli buoni per intenderci, detti anche gli spazzini del sangue). E' ricco di potassio e di antiossidanti che controllano i radicali liberi insomma, un'elisir di giovinezza. L'avocado è un frutto molto energetico (161 calorie per 100 grammi) indicato per tutti ma soprattutto per i bambini e i giovani in crescita.

La ricetta forse più conosciuta e apprezzata a base di avocado è la salsa guacamole; molti pensano erroneamente che sia difficile da preparare. La mia versione non è piccante come l'originale messicana (io infatti non utilizzo il peperoncino) ma vi assicuro che è molto semplice, veloce e altrettanto gustosa.


Ingredienti

1 avocado maturo
1/2 scalogno
5/6 pomodorini tipo pachino
succo di 1/2 lime o di limone
sale
pepe
olio EVO

Ci sono due scuole di pensiero per la preparazione della salsa guacamole: c'è chi schiaccia la polpa dell'avocado con la forchetta e chi usa un robot da cucina per "tritare" e amalgamare tutti gli ingredienti; io sono per la seconda, è più rapida e il risultato è più cremoso.

In un robot da cucina inserire l'avocado tagliato a pezzi (privato della buccia e del nocciolo), lo scalogno tritato grossolanamente, i pomodorini pachino privati della polpa e dei semi, il succo di mezzo lime o del limone, sale pepe e olio extravergine d'olia quanto basta.

Tritare il tutto ad una velocità medio bassa, non è necessario infatti fare una poltiglia ma è bello sentire qualche pezzo di lime, di pomodoro o di scalogno ancora intero sotto i denti.

Trasferire in una ciotola e servire con le classiche tortillas. La salsa guacamole è anche ottima per condire l'insalata, per essere mangiata con il pollo o il tonno, o ancora spalmata sul pane di segale caldo.

E' possibile conservare la salsa guacamole in frigorifero per un paio di giorni, purtroppo a causa dell'ossidazione perderà il suo colore verde brillante ma non la sua bontà.









Il servizio di piatti della nonna

di danielac., pubblicato il febbraio 28, 2016
Il servizio di piatti della nonna
Ieri sera siamo stati a cena da due cari amici per inaugurare la nuova casa.

Loro, Roberta originaria di Venezia e Andrea nato e cresciuto a Ferrara, sono una coppia molto bella e affiatata che per lavoro si sono trovati a cambiare spesso casa e città. Passando da un affitto all'altro non hanno mai avuto la possibilità e tanto meno la voglia di arredare un'abitazione che non hanno mai sentito veramente propria, fino a qualche mese fa quando hanno trovato la loro sistemazione definitiva e finalmente hanno potuto dare vita alla loro casa. 

Tra complementi d'arredo moderni e mobili antichi ereditati dai nonni a fare da padrone il bellissimo servizio di piatti e bicchieri anni '40 in oro e cristallo della nonna di Roberta.





Non si tratta certo di home decor come la intendiamo oggi; nessuno di noi pranza o cena in servizi così preziosi se non a Natale o nelle occasioni speciali. Non posso suggerirvi di apparecchiare secondo questo stile così classico e rigoroso perchè sono consapevole che è molto soggettivo e molte di noi preferiscono rimanere semplici e contemporanee anche nelle occasioni più formali.

Quello che ho amato di questa tavola però e che mi ha spinto a scriverne un post è stata la storia di cui era permeata e il profumo di ricordi passati che emanava. Era una tavola che raccontava di esperienze passate, di storie di pranzi in famiglia lunghi un giorno; parlava delle mani della nonna che impastavano i tortellini e delle dita dei bambini che ripercorrevano i motivi disegnati aspettando la portata successiva. E ancora tutte le occasioni speciali che quei bicchieri hanno celebrato.

Tornando a casa non ho potuto non pensare al servizio di piatti che mia nonna mi ha lasciato in eredità e che io conservo gelosamente come una preziosa reliquia. Si tratta del servizio che le hanno regalato per le nozze a metà degli anni '50 e che rievoca in me i ricordi più belli dei Natali passati in casa loro. Mi ricordano le poesie che recitavo in piedi sulla sedia e il profumo di quel brodo che non ho più ritrovato da nessun'altra parte. 

Alcuni piatti sono sbeccati altri stanno perdendo la bordatura blu e oro ma sono proprio queste imperfezioni a renderli così unici e insostituibili come del resto le nostre nonne. 






PH Love.Life.Lunch. 2016 tutti i diritti riservati

A passeggio sui tetti di Milano

di danielac., pubblicato il febbraio 22, 2016
A passeggio sui tetti di Milano
Milano è sempre Milano. Nel bene o nel male, puoi odiarla e lamentarti quando vivi le sue quotidiane nevrosi ma immancabilmente, se sei nato qui, all'ombra della madunina, quando la lasci anche solo per qualche giorno ti manca come manca un'innamorata al suo amante.

Sì perchè Milano è così, è un'amante misteriosa è una donna che custodisce segreti e malizie, che si svela poco a poco e nasconde lati della sua personalità che mai avresti immaginato. Milano è sempre Milano e anche se non è la mia città natale io la considero tale.

Milano che mi ha adottata ormai 15 anni fa e che purtroppo frequento sempre meno sa ancora stupirmi e regalarmi angoli di inaspettato; come ieri, quando mi ha permesso di passeggiare sui tetti del centro storico osservandola da un altro punto di vista.



Una vista a 360° sullo skyline di una città in continua evoluzione. Dal Duomo con la sua madonnina d'oro alla Torre Velasca passando dal Castello Sforzesco fino ad arrivare a Milano City Life e il nuovo palazzo della Regione; in lontananza anche lo stadio San Siro e le montagne ancora più in là. Complice una domenica di fine febbraio dal sapore primaverile, anche l'aria lassù sembrava diversa...una meraviglia.
Camminando sulle passerelle ho potuto ammirare da vicino il bellissimo lavoro di ingegneria della Galleria Vittorio Emanuele con le sue travi in stile liberty che dal basso sono praticamente impercettibili; un pezzo di storia della mia città che nonostante la mia passione per l'arte quasi ignoravo. Ma lo sapete che la cupola della Galleria ispirò la costruzione della Tour Eiffel e il Palazzo di Cristallo di Londra?

Sono ancora poche le persone che sanno dell'esistenza di questa "passeggiata sui tetti di Milano", eppure è proprio lì a due passi dalle vie dello shopping all'incrocio tra la Galleria e via Silvio Pellico. Realizzata da Seven Stars Galleria e Alessandro Rosso Goup, la Highline Galleria è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 23 e la visita costa 12 euro.

Una volta scesi è d'obbligo un Campari allo storico Bar Campari in Galleria. Un luogo simbolo per la città di Milano che conserva intatto tutto il suo fascino retrò e la passione dei milanesi per l'aperitivo. Io lo adoro, ogni volta che entro noto un particolare che la volta prima mi era sfuggito: un motivo in più per tornarci e una scusa per prendere l'aperitivo ad ogni ora del giorno!


PH Love.Life.Lunch. 2016 tutti i diritti riservati.

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